Migrare, a causa della violenza. In Honduras 41mila famiglie lo hanno fatto: 174mila persone – il 44% minorenni – si sono spostate all’interno del Paese non per inseguire chissà quale sogno ma, più semplicemente, per sopravvivere. Oggi 15mila bimbi dormono sui marciapiedi, cercando cibo e coperte tra la spazzatura. Vittime di una povertà che li rende ancora più vulnerabili: i crimini contro di loro restano impuniti tranne che nel 3% dei casi, una minuscola eccezione. Le statistiche non saranno forse delle più precise ma l’impressione, leggendo l’inchiesta del settimanale nazionale Fides, è che siano pure arrotondate verso il basso, per prudenza. Mai come quelle ufficiali, comunque: «Non possiamo continuare a nascondere i dati, specialmente di bambini e bambine», sbotta al giornale Jaime Flores, coordinatore dell’ “Observatorio para la niñez de Casa Alianza”, dove lavora Gerardo Rivera, esperto di studi sociali, che spiega alla rivista che fa capo al cardinale Oscar Rodriguez Maradiaga come i dati elaborati da questo organismo rappresentino solo il 40% dei casi. A grandi linee: se ad agosto i mezzi di comunicazione dell’Honduras hanno diffuso informazioni complessivamente su 300 persone assassinate, gli omicidi nel Paese – compresi quelli che non hanno fatto notizia – dovrebbero avere toccato quota 700-800 (una settantina i minori). Lo Stato, aggiunge Rivera, «lontano dal cercare di trovare il modo di proteggere i bambini, risponde con più violenza. Lo vediamo a livello macro: più armi, più polizia, più soldati per le strade». Per dirla in una frase sola, sempre dal report di Casa Alianza: il governo «combatte gli effetti della violenza, ma nulla più», non le cause. Un conto è arrestare un estorsore, altro – e ben più impegnativo – aggredire il fenomeno-estorsione, in tutti i suoi livelli. I dati nascondono i volti e le storie, ma rendono l’idea del dramma: 417mila minori sono sfruttati sul lavoro. Questo e altri problemi, avverte l’indagine, «non lo risolvono le Chiese, né le Ong con piccole cose, nessuno. In primo luogo occorre una politica dello Stato, con lo Stato che voglia davvero risolvere il problema». Una considerazione e non una rassicurazione, visto che fa gelare il sangue pensare al disinteresse nei confronti di tanta povera gente lasciata mandare, inerme, al macello della criminalità.
HONDURAS. LA VIOLENZA INVISIBILE. Migliaia di famiglie spinte dalla violenza migrano all’interno del paese
Una inchiesta del settimanale Fides. Foto © Nanni Fontana (Internazionale).

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