A SCUOLA D’EMIGRAZIONE. In America Latina sorgono cattedre per formare chi deve intervenire sui flussi migratori, realtà di sfollamento interno e politiche pubbliche

Retata di migranti al confine con gli Stati Uniti-Foto Roberto Córdova Leyva
Retata di migranti al confine con gli Stati Uniti-Foto Roberto Córdova Leyva

L’intervento a favore dei migranti non si improvvisa. Occorrono conoscenze, capacità di ricerca e di uso di strumenti appropriati per intervenire su una realtà complessa e in costante espansione. Questa, in sintesi, la prospettiva che sta dietro le scuole di formazione che si aprono in diversi punti dell’America Latina destinate a formare figure professionali che sappiano intervenire in maniera idonea sul fenomeno dei flussi migratori interni ai singoli paesi o continentali, che riguardano cioè più paesi di transito e gli Stati Uniti come principale paese di destinazione.

Così il Consiglio episcopale dell’America Latina con sede a Bogotá, in Colombia, partirà con un dottorato nell’ambito della propria Scuola Sociale che si propone di offrire ai partecipanti “Strumenti per accompagnare migranti, sfollati e rifugiati”. Avrà la durata di un mese e abiliterà i partecipanti – con tanto di diploma a fine corso – ad intervenire con proprietà nella trasformazione della realtà migratoria. “I corsi” precisa il CELAM, “saranno basati sulla Dottrina sociale della Chiesa” e avranno “una forte impronta missionaria, puntando alla trasformazione della realtà sociale”.

Sulla stessa scia la Pontificia Università Xaveriana della Colombia che annuncia l’apertura di un dottorato in Diritti umani dei migranti e Accordi internazionali. Si detterà a Bogotá con il proposito di “offrire uno spazio di riflessione e abilitazione a funzionari dello stato colombiano, membri di organizzazioni della società civile e di organismi per la cooperazione internazionale”. Il programma consiste in tre moduli che svilupperanno il tema della protezione dei diritti umani dei migranti a livello regionale, nazionale e internazionale (20 ore), implicazioni e sfide degli Accordi internazionali in vista della protezione dei diritti umani dei migranti (40 ore), la vulnerabilità dei migranti davanti alla delinquenza organizzata: traffico di migranti, droga, delitti ambientali, merci falsificate e delinquenza cibernetica. Una terza parte si centrerà sulla costruzione di politiche pubbliche a favore dei migranti in un contesto di globalizzazione (48 ore).

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