STORICO INCONTRO IN AMAZZONIA. Aperto dal cardinale brasiliano Cláudio Hummes il primo plenum della Chiesa locale in 400 anni di evangelizzazione

Cláudio Hummes
Cláudio Hummes

E’ la “diocesi” più estesa del mondo. Cinque milioni di chilometri quadrati, vale a dire una superficie che corrisponde al il 61 per cento del territorio brasiliano, una popolazione di 24 milioni di anime all’ultimo censimento, distribuita in 775 municipi in prevalenza indigeni. Il tutto disperso in un habitat che raccoglie un terzo delle foreste e un quinto dell’acqua potabile del pianeta.

L’ha ricordato il cardinale Cláudio Hummes aprendo l’incontro della Chiesa dell’Amazzonia, il primo raduno di questo genere in 400 anni di evangelizzazione dell’immenso territorio. Un incontro che a buon diritto ha definito “storico”.

Ad ascoltarlo vescovi, religiosi e laici delle sei regioni pastorali che compongono l’Amazzonia.

Hummes, grande elettore di papa Francesco, si è richiamato all’appello per l’Amazzonia lanciato da quest’ultimo nel corso dell’incontro con l’episcopato brasiliano, avvenuto a Rio de Janeiro il 27 luglio scorso in occasione della Giornata mondiale della gioventù. Parole che hanno rappresentato un forte monito al rispetto del creato di fronte ai ricorrenti tentativi di sfruttamento del territorio e delle popolazioni indigene, ma anche un altrettanto forte spinta al rilancio dell’opera missionaria, perché anche attraverso la formazione di un clero autoctono si possa affermare il «volto amazzonico della Chiesa».

Hummes ha parlato dell’Amazzonia come un test decisivo per il futuro della Chiesa. Domani le conclusioni di quattro giorni di lavori.

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