Da vittima a colpevole. Alla controffensiva della Chevron non sono certo i mezzi che mancano. Così, la compagnia petrolifera che venne condannata dalla giustizia ecuadoriana a pagare 19,000 milioni di dollari per danni ambientali provocati dalla filiale Texaco tra il 1964-1992 quando operò nella selva ecuadoriana, è passata all’offensiva. L’obiettivo degli studi legali mobilitati dalla potente compagnia petrolifera è quello di “dimostrare” che nel processo ci sono state gravi irregolarità, manipolazione di testimoni, fabbricazioni di presunte prove e casi di corruzione giudiziaria.
Se riuscisse nel suo intento l’enorme cifra indennizzatoria, pari al 20% del prodotto interno bruto dell’Ecuador, dovrebbe essere sborsata dallo stato ecuadoriano, le cui esportazioni ammontano in totale a 24 milioni di dollari. Poco più del dovuto.

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