La vicenda del vescovo Guillermo Martín Abanto Guzmán, ex da quando Papa Francesco ne ha accettato le dimissioni dal governo pastorale dell’Ordinariato Militare del Perù a metà luglio, non è certamente unico. Fernando Lugo, fino a poco tempo fa Presidente del Paraguay e prima ancora vescovo della diocesi paraguayana di San Pedro Apostol, vanta prole numerosa, almeno 4 figli e figlie debitamente riconosciute, anche se suo malgrado. Ma è l’atteggiamento dei superiori, questa volta, a richiamare l’attenzione, tanto più in questo caso, quando il “superiore” si chiama Juan Luís Cipriani ed è cardinale e arcivescovo di Lima, nonché primate del Perù.
L’articolo del codice di diritto canonico in base al quale Abanto Guzmán non è più vescovo è il 401, che nel paragrafo due esorta l’interessato a “presentare le dimissioni dal proprio officio se per malattia o altra causa grave risultasse diminuita la sua capacità di disimpegnarlo”. Le voci davano da tempo nome e volto alla “malattia” di monsignor Abanto Guzmán, 49enne di Trujillo, nominato vescovo ausiliare di Lima da Benedetto XVI nel 2009. Poi un popolare programma televisivo ha fatto il resto, rivelando l’esistenza di una figlia di due anni di cui l’ex-vescovo sarebbe padre.
La conferma della paternità, in un certo senso, arriva dallo stesso cardinal Cipriani che ordinò vescovo il presunto padre. In visita nel seminario Santo Toribio de Mongrovejo dove peraltro monsignor Guillermo Abanto ha fatto i suoi studi, Cipriani si è riferito a lui e alla “bimba innocente, che deve essere riconosciuta da suo padre”.

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