OPERAZIONE AGATA. Il Brasile lancia il più grande operativo-sicurezza degli ultimi anni

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In giugno si avrà un primo assaggio di quello che saranno i prossimi mesi per il grande paese sudamericano; iniziano infatti in Brasile i preliminari calcistici che porteranno ai mondiali del 2014. Ma c’è anche il più imminente appuntamento di Rio de Janeiro con il Papa e i giovani di tutto il mondo a fine luglio, per la Giornata mondiale della gioventù. E il governo di Dilma Rousseff ci tiene a fare bella figura. O almeno a ridurre a livelli accettabili (quali saranno poi?) la criminalità in generale e lo spaccio della droga in particolare, ma anche l’ingresso e la circolazione di armi, esplosivi e mercanzia di contrabbando sul proprio territorio. Così 25 mila militari si dispiegheranno nei prossimi giorni lungo i 16 mila chilometri di frontiera che il Brasile ha in comune con ben 10 paesi, già messi a conoscenza dell’imponente dispositivo – Agata è il nome – del loro vicino. Una vera guerra all’aggressione esterna, a giudicare dall’esibizione di armamento che il Ministero della difesa ha messo in campo e si è affrettato a divulgare a scopo deterrente. Aerei Supe Tucano A-29, caccia F.5EM, aerei radar, elicotteri e velivoli senza equipaggio. Ci sono poi blindati e mezzi di trasporto leggeri per le truppe. La marina affiancherà il tutto con pattugliamento fluviale.

Nel 2008 era stato lanciato qualcosa di simile, ma rivolto all’interno, alle favelas urbane in particolare, che vennero prese d’assalto manu militari una ad una e ripulite dagli spacciatori. Sulla scia dell’esercito sono poi arrivate le cosiddette Unità di polizia pacificatrice, delle postazioni fisse che dovevano recuperare il territorio alla legalità. Il tutto in vista delle Olimpiadi del 2016.

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