Betty la Fea (la brutta) è il personaggio di una telenovela che per lungo tempo ha battuto record di ascolti in Messico, in Colombia e in altri paesi dell’America Latina. Una eroina goffa e amabile allo stesso tempo. Oggi è anche il nome con cui è conosciuto tra i suoi e fuori il nuovo capo del cartello di Juaréz, o, più esattamente, del “Nuevo Cártel de Juárez”, l’organizzazione che opera alla frontiera con gli Stati Uniti e che è venuta perdedo quote di mercato e influenza negli ultimi anni. La riorganizzazione del temibile gruppo criminale, gli ascensi e le retrocessioni al suo interno, la descrive la rivista messicana Proceso che a sua volta dichiara di aver avuto accesso a fonti di prima mano della Procura generale di giustizia del Messico.
Dietro l’amabile pseudonimo di Betty La Fea secondo Proceso ci sarebbe Alberto Carrillo Fuentes, nuovo capo di fatto e protagonista della sanguinosa guerra contro i cartelli di Chihuahua, Sinaloa, Sonora, Coahuila e Durango che ha elevato negli ultimi mesi il numero dei morti nelle strade. Nella ricostruzione di Proceso dopo la morte della testa del cartello di Juárez il patriarca della famiglia, Amado Carrillo Fuentes, la leaderschip è ricaduta sul fratello Vicente, detto il Vicerè. Adesso esistono indizi fondati che la sua salute si sia deteriorata e che non sia più lui a prendere le decisioni. La documentazione consultata dalla rivista messicana porta a Alberto Carrillo Fuentes, alias Betty la Fea, che si è anche assunto l’incarico di risollevare le sorti del cartello.

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