La notizia è trapelata un paio di giorni fa e già si sta trasformando in un caso nazionale, e non solo in Uruguay. José Mujica, il presidente con trascorsi tupamaros che proprio oggi riceve nel suo paese il venezuelano Maduro nella prima visita in Sudamerica come presidente, avrebbe chiesto udienza al Papa e, aggiunge il cancelliere della piccola repubblica del MERCOSUR, l’avrebbe già ottenuta per il 1 giugno. La cosa non sembra essere piaciuta alla chiesa locale che si è sentita scavalcata dall’iniziativa presidenziale. “Un pretesto” per rimediare l’assenza di Mujica il giorno dell’assunzione di papa Francesco, si è affrettato a commentare Pablo Galimberti, vescovo di Salto, la diocesi di confine con l’Argentina. “Pepe” Mujica, come lo chiamano familiarmente gli uruguayani, in effetti non era andato a Roma preferendo inviare il vicepresidente, cattolico praticante. “Abbiamo un enorme rispetto per la Chiesa cattolica, ma non siamo credenti” aveva spiegato la moglie di Mujica, la senatrice Lucía Topolansky condividendo la scelta del marito di delegare alla cerimonia un credente come Danilo Astori.
Adesso Mujica vuole fare tappa a Roma, rendere omaggio al Papa del paese dirimpettaio, e chiedergli la collaborazione della Chiesa ai programmi sociali del governo, soprattutto quello che si propone di incrementare la costruzione di case popolari accessibili a tutti.
Ma se queste sono le intenzioni di Mujica, non sono cadute affatto bene tra i vescovi. Valgano per tutti le parole di Pablo Galimberti, uno dei più autorevoli nella conferenza episcopale uruguayana. “Con l’educazione come la mettiamo? Resta così com’è, senza soluzioni? Per noi è la base fondamentale. Cosa se ne fa un uomo di un tetto se non ha il cuore, la volontà, il pensiero e le mani educate?”. Per Galimberti “la missione della Chiesa non è quella di fornire case”. Insomma, non è tema da discutere con un Papa ma neppure è questo il modo di farlo. “Non riceviamo ordini dal Papa per dover lavorare, qui, con il tema della casa. Sarebbe molto strano, e non lo farà papa Francisco. Non lo avrebbe nemmeno fatto quando era arcivescovo di Buenos Aires ,anche se lo avesse detto il papa”.
Più dialogante il responsabile del Vicariato per la Solidarietà di Montevideo, Javier Galdona, che sul “tema case” non vede che ci siano stati antecedenti recenti di lavoro comune. Per di più programmi come quello delle case popolari “implicano moltissime risorse; è qualcosa al di fuori delle possibilità della Chiesa”. Per questo – invita – è meglio discuterne “con apertura”.


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