L’ORO DELLA COLOMBIA. Il paese della post guerra civile cerca nel metallo giallo un nuovo Eldorado. E concede licenze alle grandi multinazionali di Canada, Sudafrica e Perù

Interno della miniera di Buriticá, ad Antiochia, della Continental Gold, la prima miniera sotterranea meccanizzata su grande scala
Interno della miniera di Buriticá, ad Antiochia, della Continental Gold, la prima miniera sotterranea meccanizzata su grande scala

La Colombia della post guerra civile cerca un nuovo Eldorado puntando sul prezioso metallo giallo. E approva licenze ambientali per quattro grandi progetti minerari che triplicheranno lo sfruttamento aurifero sul proprio territorio, con il conseguente aumento delle regalie fiscali per lo stato e dell’occupazione.

Nella decisione presa di recente, tanto dell’autorità governativa preposta all’ambiente come delle società candidate all’estrazione, influisce il nuovo clima generato dagli accordi di pace e il disarmo della guerriglia. E così l’Autorità nazionale per le licenze ambientali (ANLA) ha dato il via libera ai progetti minerari Gramalote, della AngloGold Ashanti; Cisneros, dell’Antioquia Gold; Santa Rosa de Osos, di Red Eagle Mining; e Buriticá, della compagnia Continental Gold. Tutti localizzati nel dipartimento di Antiochia e tutti operati da multinazionali specializzate nell’estrazione aurifera del Canada, Sudafrica e Perù. Le quali considerano, evidentemente, che il momento sia favorevole per risalire la china dopo la caduta dei prezzi dell’oro successivo al boom degli anni 2010-2012 che avevano spinto il valore internazionale dell’oncia a 1800 dollari per poi precipitare a 1200 dollari agli inizi del 2016.

Con i quattro nuovi progetti gli investimenti complessivi supereranno i 1.700 milioni di dollari e genereranno – secondo stime del governo – più di 5.000 posti di lavoro diretti nella tappa di costruzione dei cantieri e altri 2.500 con l’inizio dell’estrazione. L’obiettivo è raggiungere una estrazione di 20 tonnellate di oro all’anno, il triplo della produzione legale attuale.

La produzione odierna, in realtà, è di 57 tonnellate circa all’anno di oro, delle quali solo il 12 per cento – 7 tonnellate – corrisponde a compagnie legalmente stabilite, che pagano allo stato colombiano le regalie convenute. Il resto dell’oro, ossia la maggior parte, viene estratto artigianalmente da imprese che provocano danni ambientali e si avvalgono di lavoro illegale in condizioni di scarsa sicurezza.

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