Se in Messico ci si scanna per vendere droga ai vicini del nord è perché questi ultimi la chiedono a viva voce e pagano fior di dollari per averla. La pensa così la maggioranza dei messicani, come si evince dall’inchiesta del Pew Research Center, un importante think tank con sede a Washinton che periodicamente prende il polso dei paesi alleati sui problemi più sentiti dalle loro popolazioni. I risultati della ricerca sono stati pubblicati alla vigilia del viaggio del presidente Obama in Messico e Costa Rica e non lasciano il campo ad illusioni di sorta. Il 29 per cento dei messicani pensa che il loro governo stia perdendo la lotta con i narcotrafficanti mentre un altro 30 per cento non crede ci siano stati progressi rilevanti. “Il 56 per cento danno la colpa tanto agli Stati Uniti come al proprio paese per la situazione di narcoviolenza che li colpisce” delinea la ricerca.
Altri due dati della ricerca del Centro de Investigaciones Pew riguardano due punti delicati sotto il profilo costituzionale e politico: l’uso delle Forze armate per combattere i trafficanti e l’idea di un possibile dispiegamento di truppe statunitensi in territorio messicano per contenere i narcotrafficanti e il crimine organizzato. Nel primo caso l’85 per cento dei messicani approva l’esercito nazionale in operazioni antinarcotici, nel secondo solo un 34%.

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