Il Papa torna a Roma, e gli zapatisti fanno festa. In realtà non c’è nesso di causa ed effetto tra i due avvenimenti, solo una coincidenza temporale, anche se il passaggio di Francesco per il Chiapas messicano, dove l’Esercito zapatista di liberazione nazionale (EZLN) è nato e tutt’ora ha le sue basi ha dato animo al movimento indigeno che nel 1994 si sollevò facendo tremare il governo del Partito Rivoluzionario Istituzionale di López Portillo. Il festival in questione si chiamerà “CompArte por la humanidad” ed è stato convocato dall’EZLN a San Cristóbal de las Casas nel mese di luglio prossimo.
Compartir, in spagnolo, significa condividere, partecipare, rendere parte, e questo sembra essere il proposito del raduno. Partecipare cosa? La grave preoccupazione per “la crisi che scuote il mondo intero e che mette a rischio la sopravvivenza del pianeta e tutto ciò che lo popola, esseri umani compresi” si legge nel comunicato con cui il successore del celebre subcomandante Marcos, il subcomandante Moisés, annuncia il meeting indigeno. L’attuale n. 1 dell’EZLN, la cui direzione è collettiva, manifesta la sua convinzione che “le scienze e le arti sono in grado di riscattare il meglio dell’umanità” e che “rappresentano sin da ora l’unica opportunità di costruzione di un mondo più giusto e razionale”. Al contrario “la politica dall’alto non solo è incapace di costruire delle soluzioni, ma è una delle responsabili dirette della catastrofe a cui assistiamo” che, per l’ex movimento armato “è destinata ad acutizzarsi”. Per il movimento zapatista “i popoli originari e chi vive, resiste e lotta nei bassifondi del mondo possiedono risorse di sapienza in grado di favorirne la sopravvivenza in condizioni avverse”.
Il festival “CompArte por la humanidad” si realizzerà dal 17 al 30 luglio prossimo. La fase preparatoria però inizierà0subito, già a marzo. L’agenda presentata in questi giorni dal subcomandante Moisés raccomanda che a giugno, “nelle comunità, regioni e aree zapatiste” si tengano “raduni e festival per mettere a punto le forme del rispettivo intervento artistico e selezionare chi dovrà partecipare al meeting”. Va ricordato che proprio in occasione dell’edizione 2014 della settimana zapatista, che allora fu dedicata a “Il pensiero critico davanti all’idra capitalista” venne annunciato a sorpresa il “ritiro” del subcomandante Marcos, alias Rafael Sebastián Guillén, dopo un ventennio in cui fu portavoce e leader mediatico dell’EZLN e la sua sostituzione con il comandante indigeno Moisés.

ametalli@gmail.com

