Dopo le rassicurazioni che alla fine del mese di marzo 2016 il Governo colombiano del Presidente Manuel Santos e la guerriglia delle Farc (Forze armate rivoluzionarie di Colombia) firmeranno i desiderati Accordi di pace, sui quali da oltre tre anni si discute a La Habana, ora arriva un’altra buona notizia per il popolo colombiano: il prossimo anno, dopo diversi mesi di pre-colloqui di pace in Ecuador tra il secondo gruppo armato, l’Esercito di Liberazione Nazionale (ELN) e il Governo, le conversazioni saranno pubbliche.
Il governo, i politici e la Chiesa cattolica, giudicano l’annuncio come una decisione molto importante poiché conferma la volontà dell’ELN di camminare verso accordi di pace concreti. L’arcivescovo di Tunja e Presidente dell’Episcopato colombiano, mons. Luis Augusto Castro Quiroga, precisa: “Se la guerriglia dell’ELN afferma che è disponibile ad una fase pubblica (dei negoziati), abbandonando il segreto, ciò vuol dire che hanno deciso di camminare veramente verso la pace. E’ una buona notizia per tutto il Paese che desidera che questo processo di pace diventi concreto. Auspico che tutto si possa realizzare nel 2016.” Infine, mons. Castro Quiroga ha osservato: “Questo processo non deve essere ritardato ancora poiché abbiamo percorso già una parte importante del cammino con la guerriglia delle Farc”.
Nel suo Messaggio Urbi et Orbi, il 25 dicembre scorso, Papa Francesco disse: “La gioia di questo giorno illumini gli sforzi del popolo colombiano perché, animato dalla speranza, continui con impegno a perseguire la desiderata pace.”
Il passato 15 dicembre il governo colombiano e le FARC hanno sottoscritto i principi che disciplinano il quinto punto all’ordine del giorno dei negoziati per la pace. Quello delle vittime è stato uno dei punti più travagliati delle trattative. “In modo conforme alla nostra volontà di porre la questione delle vittime al centro dell’accordo, come si legge nella dichiarazione comune resa nota all’Avana, a Cuba, dove si svolgono i negoziati, il Governo colombiano e le Farc hanno accettato di costituire un sistema integrale di verità, di giustizia e di riparazione e di garanzie che non si ripetano le violenze”, commentò allora mons. Castro Quiroga.
Intanto, il 27 dicembre, i negoziatori del Governo colombiano tramite Twitter hanno espresso “preoccupazione per il linguaggio” delle Farc che criticano duramente le autorità colombiane per presunti “ostacoli” alla liberazione di 30 ribelli indultati.

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