La data in calce è quella del 25 di marzo, la provenienza Città del Vaticano, ma solo oggi, 17 aprile, i vescovi hanno fatto conoscere la lettera autografa agli argentini. L’ha scritta papa Francesco ai confratelli, da leggersi nel momento in cui fossero stati riuniti in Assemblea plenaria. E il plenum è iniziato ieri, nella località di Pilar, ad una quarantina di chilometri da Buenos Aires dove i vescovi hanno la loro casa di ritiro. Le prime righe hanno strappato il sorriso di parecchi dei presenti, una ottantina. Papa Francesco si scusa di non poter essere con loro, “a causa di impegni sopraggiunti”, esordio che lui stesso commenta con un “si dice cosi?” posto tra parentesi.
Per sei anni, dal 2005 al 2011, Bergoglio ha presieduto la Conferenza episcopale argentina, una delle più numerose del continente. Per la prima volta non ci sarà, ma ha voluto comunque essere presente. Bergoglio papa non si è limitato ad un saluto di circostanza. Ha proposto un orientamento che gli sta a cuore. Che i lavori «si svolgano nella cornice del documento di Aparecida e Navega mar adentro (Naviga in mare aperto)» il documento del 2005 che traccia le linee pastorali della Conferenza episcopale argentina per i triennio 2005-2008, redatto anch’esso alla luce del testo preparatorio alla Conferenza di Aparecida che si sarebbe svolta nel maggio del 2007. Per papa Francesco «Lì ci sono gli orientamenti di cui abbiamo bisogno in questo momento della storia». Tocca poi un tema già ricorrente nel suo breve magistero. «Soprattutto vi chiedo che abbiate una preoccupazione speciale per crescere nella missione continentale nei suoi due aspetti: missione programmatica e missione paradigmatica. Perchè tutta la pastorale sia in chiave missionaria. Dobbiamo uscire da noi stessi verso tutte le periferie esistenziali e crescere in parresia. Una Chiesa che non esce, prima o poi si ammala nell’atmosfera viziata che si respira al chiuso». «E’ anche vero – scrive il Papa – che a una Chiesa che esce può succedere quel che succede a qualunque persona che va in strada: un incidente. Ma davanti a questa alternativa, vi voglio dire in tutta franchezza che preferisco mille volte una Chiesa accidentata ad una Chiesa malata. E la malattia tipica di una Chiesa chiusa è l’autoreferenzialità, guardare a se stessa, essere ripiegata su se stessa come la donna del Vangelo. E’ una sorta di narcisismo che ci spinge verso la mondanità spirituale e un clericalismo sofisticato, e ci impedisce di fare esperienza della “dolce e confortante allegria di evangelizzare”».
Nella lettera il Papa argentino augura l’allegria ai confratelli, ricordando loro che «tante volte sta assieme alla Croce, però ci salva dal risentimento, dalla tristezza e dallo zitellaggio (solteronia) clericale. Questa allegria ci aiuta ad essere ogni giorno più fecondi, spendendoci e consumandoci nel sevizio al popolo santo e fedele di Dio». Papa Bergoglio torna a ringraziare i vescovi argentini e con essi prega «Che il Signore ci liberi dall’incipriare il nostro episcopato con gli orpelli della mondanità, del denaro e del “clericalismo del mercato”». Infine – come usava fare da cardinale- Bergoglio papa chiede preghiere per sé, con una motivazione: che non gli succeda mai di atteggiarsi «come chi sa tutto, e sappia ascoltare quello che Dio vuole e non quello che voglio io».
Il messaggi del Papa ai vescovi del suo paese arriva in un momento di forte tensione con il governo della vedova Kirchner, impegnato ad approvare una riforma della giustizia che nell’opinione di una parte della società assoggetterebbe il potere giudiziario a quello esecutivo. I vescovi hanno iniziato i lavori con una nota che sta facendo discutere e che non è caduta bene negli ambienti di governo. Chiedono che per la “rilevanza dei cambiamenti in gioco non si proceda ad un trattamento frettoloso ma si consulti tutta la società e se ne cerchi il consenso previo”. Il pericolo, lasciano intendere, è quello di “debilitare la democrazia repubblicana in una delle sue dimensioni essenziali com’è quella dell’autonomia dei tre poteri”.

ametalli@gmail.com

