“HAITI OGGI, HAITI DOMANI”. La catastrofe come occasione di ripresa

Immagine Haiti

La tragedia del terremoto d’Haiti del 2010, con la sequela di altre sciagure naturali che l’hanno seguito, è diventata una sorta di caso di studio circa la capacità dello stato caraibico di risollevare le sorti della nazione mettendo a frutto nel migliore dei modi le ingenti risorse messe a disposizione da altri stati ed organismi internazionali pubblici e privati. Un compendio di questo esame critico è la ricerca “Haiti oggi, Haiti domani” realizzata dall’Università di Ottawa e sottoposta alle molte entità internazionali che operano sul terreno.

La prima parte della ricerca esamina il tentativo condotto nel corso del primo anno dal terremoto per realizzare una stima del disastro e delle risorse necessarie per far fronte alla ricostruzione. Una parola, quest’ultima, a cui gli autori della ricerca danno il significato ampio di riattivazione globale e stabile dei fattori produttivi della nazione e di mobilitazione delle risorse umane per “trasformare la crisi haitiana in una opportunità di sviluppo duraturo”. A questo scopo gli autori  identificano tre linee d’azione prioritarie: l’educazione per tutti e di tutti gli haitiani, l’integrazione delle regioni periferiche del paese nel processo di sviluppo, l’impiego dei giovani, ossia della metà della popolazione attiva. Tre pilastri – a loro giudizio – da cui dipende l’intera efficacia di un progetto nazionale che voglia invertire la caduta provocata da una distruzione massiccia fino a trasformarla in una occasione di emancipazione dal sottosviluppo.

La seconda parte dell’opera riporta l’analisi critica condotta da dodici esponenti della società civile haitiana, economisti e sociologi in buona parte. I risultati fin qui raggiunti, le azioni intraprese nell’ultimo triennio, lo stato di avanzamento dei progetti posti in essere, la stessa esecuzione dei programmi disegnati dal governo, vengono misurati alla luce delle tre priorità messe a fuoco nella prima parte. Il risultato contraddittorio che la ricerca evidenzia, a giudizio degli analisti, non fa altro che confermare la validità delle tre indicazioni. Il grande ostacolo, la montagna da spostare, viene identificato nella “cultura dell’assistenza”, radicata in profondità nel passato e nel presente di Haiti. Le élite politiche devono operare un cambiamento radicale a questo proposito, e tener la barra delle azioni che vengono intraprese ben ferma nella direzione indicata. Il vaglio di quanto sin qui compiuto dalle autorità pubbliche registra un timido progresso in questo senso che tuttavia, secondo gli autori della ricerca, non è ancora una prassi consolidata e irreversibile.

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