Grande kermesse zapatista nella selva del Chiapas con annuncio a sorpresa del leggendario subcomandante Marcos: non sarà più la voce dell’Esercito zapatista di liberazione nazionale. Qualcosa di diverso dalle tradizionali dimissioni, spiega l’interessato in un comunicato in cinque punti letto all’inizio del meeting “Il pensiero critico davanti all’idra capitalista” che da domenica 3 maggio sino a sabato 9 avrà come scenario La Realidad, una cittadina indigena nelle vicinanze di San Cristobal de las Casas, nello stato messicano del Chiapas.
Rafael Sebastián Guillén Vicente, alias Marcos, rivoluzionario di professione e portavoce per un ventennio dell’Esercito zapatista di liberazione nazionale ha spiegato che il suo personaggio armato di pipa e passamontagna nero ha fatto il suo tempo. “E’ nato dall’ironia indigena per richiamare su di sé l’attenzione di un mondo distratto che non guarda gli ultimi della terra. Un complessa manovra diversiva” l’ha definita Marcos in un ennesimo colpo di scena, “un trucco di magia terribile e meraviglioso, una maliziosa mossa del cuore indigeno per sfidare la modernità in uno dei suoi bastioni: i mezzi di comunicazione”. Così ebbe inizio “la costruzione del personaggio chiamato Marcos”. E oggi, tra un dibattito e l’altro, il personaggio sparirà, come in un gioco di prestigio.
Marcos se ne va richiamando in un ultima performance l’originalità dell’evoluzione del movimento indigeno che prese le armi il primo gennaio del 1994 e fece tremare il governo messicano. “Anziché dedicarci a formare guerriglieri, soldati, squadroni, abbiamo formato promotori dell’educazione, della salute, abbiamo gettato le basi dell’autonomia che oggi meraviglia il mondo. Anziché costruire caserme, migliorare il nostro armamento, innalzare muri e scavare trincee, abbiamo costruito scuole, ospedali e centri di salute, abbiamo migliorato le nostre condizioni di vita. Anziché lottare per occupare un posto nel Panteon dei morti, abbiamo scelto di costruire la vita”.
L’autoliquidazione è consumata, a meno che anch’essa non faccia parte di una nuova magia che prelude ad una rinascita sotto altre forme. Marcos, non ci lasciare!

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