VIVERE D’IMMONDIZIA. 4 milioni di latinoamericani riciclano spazzatura. Tra problemi alla salute e sfruttamento

Un “cartonero” argentino. All’interno il numero della rivista brasiliana Cidade Nova
Un “cartonero” argentino. All’interno il numero della rivista brasiliana Cidade Nova

Un esercito verde – 15 milioni in tutto il mondo, di cui quattro nella sola America Latina – che lavora inconsapevolmente per il pianeta. Tante sono le persone che, secondo la Banca Mondiale, vivono grazie al riciclo dei rifiuti prelevati nelle discariche generate ai margini delle città. I dati li riporta la rivista dei focolari brasiliani “Cidade Nova”. Di questi 4 milioni di latinoamericani, il 75 per cento lavorano in condizioni nocive per la salute, cercando qualcosa da vendere negli immondezzai a cielo aperto.

Ma i problemi non si limitano alla salute. Ci sono anche, come spiega lo specialista in sviluppo sociale della Banca Mondiale, Riccardo Schusterman, lo sfruttamento e il crimine per un settore che invece avrebbe un grande potenziale economico. Ogni latino americano produce in media 14 chilogrammi di rifiuti al giorno. Rifiuti che se venissero separati alla fonte – e quindi nelle case –potrebbero essere riciclati o trasformati in combustibile.

Qualcosa però inizia a muoversi. In tutto il continente stanno sorgendo associazioni e cooperative che cercano di coniugare il miglioramento delle condizioni di lavoro e maggiori profitti, partendo anche dalla sensibilizzazione della popolazione sui vantaggi del riciclo. Tra i paesi pionieri – informa Cidade Nova – ci sono Brasile e Perù, che hanno già leggi che cercano di tutelare l’esercito di lavoratori atipici delle discariche. Altri, come la Colombia, iniziano a muoversi nella stessa direzione.

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