Secondo la stampa di Santiago del Estero, Argentina (Nuevo Diario e LV11) venerdì 8 agosto alle ore 17.30 circa in Roma (le 12.30 nel Paese sudamericano), Papa Francesco avrà un colloquio radiofonico in diretta con una radio emittente comunitaria della parrocchia della cittadina di Campo Gallo, guidata da padre Joaquín Giangreco. La notizia è stata confermata dallo stesso sacerdote che ha voluto anche ricordare che il progetto della radio si è potuto realizzare anche grazie all’aiuto e al sostegno dell’allora cardinale Jorge Bergoglio.
Il Papa ha sempre mantenuto un contatto diretto con questa comunità parrocchiale. Poco tempo fa, in occasione della festa patronale, fece recapitare una sua lettera molto affettuosa e con rilevanti incoraggiamenti a vivere la fede con tenacia e coerenza. Ora, ciò che vorrà dire Papa Francesco, secondo padre Giangreco, “va inteso come indirizzato a tutta la popolazione della provincia. Siamo felici di aver con lui questo contatto e questo rapporto”. Il parroco ha precisato che non esiste una scaletta predefinita per la conversazione, ma “sicuramente parleremo sulla cultura latinoamericana, quella argentina e quella santiagueña così come sulla devozione alla nostra Madre, la Vergine”.
La città di Campo Gallo, con i suoi oltre 6mila abitanti fa parte della provincia di Santiago del Estero, capoluogo del Dipartimento di Alberdi, situata nella parte nordorientale del territorio, a 242 km dal capoluogo provinciale. In passato si è chiamata Hipólito Yrigoyen in onore di un ex presidente dell’Argentina. Invece, Santiago del Estero è una città dell’Argentina settentrionale, capitale dell’omonima provincia. Ha una popolazione di circa 245.000 abitanti. Santiago del Estero è la più antica città fondata dai coloni spagnoli in Argentina ancora esistente in quanto tale. La città è sede della “Università Nazionale di Santiago del Estero”, fondata nel 1973, e della “Università Cattolica”, fondata nel 1960. La città e la regione circostante sono abitate da circa 100.000 persone che parlano il locale dialetto, il Quechua: si tratta dell’avamposto più meridionale dell’antica lingua Inca, una delle poche lingue indigene che sopravvivono. (Fonte: Wikipedia e Ufficio nazionale del turismo).

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