Le riforme economiche, l’ultima in particolare che apre Cuba agli investimenti stranieri non è passata inosservata nel mondo imprenditoriale statunitense. Si è così formata una delegazione di impresari che viaggerà a Cuba la prossima settimana con l’intenzione di conoscere la situazione sul terreno e verificare le opportunità di investimento dopo la legge approvata dal governo cubano che stabilisce forti esenzioni fiscali per le società straniere e sicurezza giuridica per il recupero del capitale.
Da notare che alla testa del gruppo che si accinge a sbarcare a Cuba c’è il presidente della Camera di commercio degli Stati Uniti, Thomas Donohue, il che fa pensare che si tratti di una avanguardia alle cui spalle potrebbero aggiungersi molti altri – cubani della diaspora e non -interessati ad investire nell’isola.
Il viaggio, altra particolarità, conta con l’autorizzazione del Ministero del tesoro degli Stati Uniti, in deroga, dunque, al bocco economico che da mezzo secolo le amministrazioni statunitensi hanno decretato contro Cuba.
Terza particolarità, la delegazione si riunirà a l’Avana tanto con funzionari di governo come con imprenditori cubani, rappresentanti di cooperative, docenti universitari e uomini di Chiesa.
Ed anche sul fronte dell’embargo qualcosa si muove dopo che una cinquantina di personalità di diverso segno politico – imprenditori, militari e intellettuali tanto repubblicani come democratici – hanno inviato una lettera aperta al presidente Barack Obama in favore di una revisione della misura di embargo.

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