L’AMERICA LATINA TOGLIE IL PRIMATO ALL’AFRICA. Di continente con il maggior numero di omicidi intenzionali. I cartelli della droga spingono i delitti verso l’alto

Una scena frequente nelle strade del Messico. Foto David Deolarte
Una scena frequente nelle strade del Messico. Foto David Deolarte

L’Ufficio delle Nazioni Unite che si occupa di droga e delitti ha diffuso il suo rapporto annuale globale 2013 – ma prende in esame l’arco temporale 2012 – sul livello di violenza nel mondo. Numeri secchi, nude statistiche di scarso valore esplicativo che quest’anno assegnano all’America Latina il primato di area più violenta al mondo, prima e più ancora dell’Africa con i suoi sanguinosi conflitti locali.

Lo studio evidenzia che i cartelli della droga messicani hanno spinto verso l’alto il numero di vittime mortali come non mai prima del 2012. I paesi latinoamericani più insanguinati sono stati, nell’ordine, l’Honduras, El Salvador, il Guatemala. Una comparazione dà l’idea delle proporzioni del fenomeno meglio delle stesse cifre: l’Irak ha registrato nello stesso periodo un tasso di 8 assassini ogni 100 mila abitanti contro i 21,5 omicidi intenzionali del Messico.

L’esame dei dati evidenzia che l’Honduras è, oggi come oggi, il paese più violento del pianeta con un tasso di 90,4 omicidi, seguito dal Venezuela con 53,7. Il Belice ne registra 44,7 ogni 100 mila abitanti, El Salvador 41,2, il Guatemala 39,9, 30,8 la Colombia e 25,2 il Brasile.

Sorprende invece notare che Cile, Cuba e soprattutto Argentina sono tra i paesi “più sicuri” dell’America Latina. In Cile – stando all’ Informe global de Homicidios 2013 – gli omicidi hanno una incidenza del 3,1 ogni 100.000 abitanti, il più basso della regione; Cuba è un altro paese tra i più tranquilli, con un indice di 4,2, inferiore dunque al livello del crimine europeo. L’Argentina supera di poco i 5,5 omicidi ogni 100 abitanti, ma in questo caso il rapporto delle Nazioni Unite precisa che i dati si riferiscono al 2010. Non sono dunque attuali e meno ancora riflettono la percezione che ne ha la popolazione comune a Buenos Aires e nelle altre grandi città del paese. L’Uruguay si attesta su un livello relativamente basso di delitti intenzionali: 7,9.

Dei 437 mila assassini commessi nel 2012 il tutto mondo, il 36% sono stati consumati in America, soprattutto Centrale e del Sud. L’Africa viene dopo, con il 31% del totale. Poi Asia (28%), Europa (5%) e Oceania (0,3%).

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