NICARAGUA: HABEMUS DIALOGUM. Tra il nuovo cardinale e il governo inizia un dialogo interrotto da oltre un decennio

Leopoldo Brenes, cardinale e arcivescovo di Managua in prima pagina
Leopoldo Brenes, cardinale e arcivescovo di Managua in prima pagina

Collaborazione, confronto, rottura, scontro, riavvicinamento… la storia dei rapporti tra la gerarchia cattolica del Nicaragua e il sandinismo è contrassegnata da alterni momenti. Li ripercorre con buona approssimazione la rivista Perspectivas, il supplemento di analisi politica del “Centro de Investigaciones de la Comunicación”, che spara in prima pagina la fotografia del cardinale di recente nomina Leopoldo Brenes. “L’investitura del nuovo cardinale è una mossa strategica del Vaticano per equiparare gli interlocutori del dialogo” commenta la rivista in un passaggio della lunga analisi. Una premessa che effettivamente sembra realizzarsi. “L’ultimo tentativo di dialogo nazionale realizzato nel paese data al 1998 durante il governo di Arnoldo Alemán” osserva Perspectivas. Poi il lungo e incontrastato ciclo sandinista interpretato questa volta da Daniel Ortega. Che adesso mostra di accettare come interlocutore il porporato creato da Papa Francesco.

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