Il settimanale messicano “Proceso”, nel dare notizia della scoperta di un nuovo narcotunnel che dalla città di Tijuana, al confine con gli Stati Uniti, unisce San Diego, descrive anche le caratteristiche di queste opere sofisticate che richiedono buone conoscenze ingegneristiche e un notevole bagaglio tecnologico.
Le bocche d’uscita degli ultimi due tunnel scoperti sono state individuate a San Diego, in territorio Usa. Percorrendoli a ritroso – informa Proceso -si sbuca nell’area urbana della città di frontiera, chiamata Mesa de Otay, nella parte orientale di Tijuana, dunque in territorio messicano.
Il primo tunnel è lungo 500 metri, attrezzato con rotaie e illuminazione, ed è stato scavato all’interno di un negozio di giocattoli e televisori in via La Amistad 10145. Il secondo tunnel ha inizio in un’alimentari in calle Marconi Drive 10005, misura 600 metri di lunghezza, e anch’esso è dotato di rotaie e vagoni elettrici per il trasporto di droga (ma possono passare anche armi) disposti su diversi livelli. Il tunnel ha anche un impianto di ventilazione.

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