Indigeni amazzonici, delegati della favelas, comunicatori, comunità di base… adesso tocca ai contadini, ai giovani più esattamente, che vivono nelle campagne del Brasile. La Chiesa li ha riuniti in un congresso a Recife (14-19 gennaio), in rappresentanza di 8 milioni di giovani che secondo l’ultimo censimento dell’istituto nazionale di statistica vivono dell’agricoltura nelle campagne del grande paese sudamericano.
E’ la terza volta che il movimento cattolico contadino si raduna, e questa volta lo fa all’insegna di un tema che è tutto un programma: “Terra, pane e dignità”. “In cammino per la libera terra del Brasile” recita la seconda parte della riflessione. Sarà una settimana di formazione, annunciano gli organizzatori,con tavole rotonde e dibattiti sulla realtà del paese, la questione agraria, l’agricoltura familiare, l’agricoltura ecologica, la riforma politica nazionale e la campagna contro gli agrotossici.
La Conferenza nazionale dei vescovi brasiliani, CNBB in sigla, si dimostra tra la più attive in America Latina. Un incontro termina, un altro inizia. Dopo il convegno dei 5 mila delegati delle comunità di base brasiliane (CEBs) a Juazeiro do Norte, nello stato del Ceará dal 7 all’11 gennaio, prende avvio in questi giorni anche quello dei delegati delle CEBs di altri paesi allo scopo di realizzare un maggior coordinamento delle comunità di base a livello continentale. Vi partecipano oltre ad una nutrita delegazione di rappresentanti del Brasile anche esponenti del Messico, Perù, Paraguay, Colombia, Haiti, Repubblica Dominicana, Argentina e Nicarágua.

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