Un futuro di crescita economica, più posti di lavoro e meglio retribuiti, migliori livelli di vita e l’inserimento del Messico nel club delle grandi potenze. “Niente di tutto questo si è avverato” scrive la rivista Proceso ricordando che le promesse dell’allora presidente Salinas de Gotari alla vigilia del trattato si ripetono tali e quali con Enrique Peña Nieto e la riforma energetica in discussione nel Congresso messicano. La rivista evidenzia come la società messicana si trovi oggi “davanti alle stesse identiche promesse di crescita economica, meno disuguaglianza e una vita quotidiana di più elevati qualità di vent’anni fa”, quando in discussione c’era la grande alleanza economica con il potente vicino. “La realtà mostra che tanto il Trattato di libero commercio (TLC) del gennaio 1994 come i tre governi che hanno guidato il paese in quest’arco di tempo – quello di Ernesto Zedillo, Vicente Fox e Felipe Caderón— sono lontani dall’aver mantenuto le promesse fatte”.
Il numero di Proceso di questa settimana conduce una dettagliata analisi economica dei dati ufficiali del Ministero dell’economia e della Banca Mondiale del Messico che danno conto di uno spettacolare salto in avanti in materia di commercio estero. Le esportazioni si sono moltiplicate per sei e le importazioni quasi quintuplicate, registra la rivista: ma per la maggioranza dei messicani “la spettacolare crescita del commercio estero è scivolata senza toccarli. L’economia reale non è cresciuta come veniva assicurato, non sono stati creati posti di lavoro sufficienti né i salari si sono elevati stabilmente, l’emigrazione illegale negli Stati Uniti non è stata frenata, la disuguaglianza sociale non è stata abbattuta né si è ridotta la povertà. Peggio: Il Messico non ha migliorato la sua posizione nel mondo ed internamente non è cambiata la struttura dell’economia. La percezione della gente non è certamente quella di essere in una condizione migliore del 1994”, conclude Poceso evocando la caducità della teoria della “ricaduta favorevole” che anche papa Francesco ha citato nella recente carta apostolica Evangelii Gaudium.

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