LA RUSSIA CANCELLA IL DEBITO DI CUBA. Anche la Cina ne condona una parte. Come il Messico in America Latina

Dmitri Medvedev con Raúl Castro
Dmitri Medvedev con Raúl Castro

Il 90 per cento dei trentadue miliardi di dollari del vecchio debito contratto dall’Avana con la disciolta Unione sovietica è stato cancellato dal governo moscovita. Il restante 10 per cento è invece incluso in un piano di ristrutturazione decennale, di cui si stanno ancora discutendo i termini. L’intesa, che per entrare in vigore deve essere approvata dalla Duma, la Camera bassa del Parlamento russo, mette la parola fine a una controversia ventennale e apre la strada a nuovi investimenti e rapporti commerciali. Le due parti avevano già firmato un accordo preliminare in questo senso, in occasione della visita del premier russo, Dmitri Medvedev, a l’Avana nel febbraio scorso.

Tre anni fa il governo cubano aveva ristrutturato anche il debito commerciale con la Cina, stimato in 6.000 milioni di dollari e lo scorso anno ha chiuso una disputa commerciale con creditori giapponesi che si trascinava dagli anni ’80.

In America Latina anche il Messico ha perdonato il 70 per cento del debito di Cuba, 478 milioni di dollari accumulati dalla fine del 1990. I restanti 146 milioni saranno pagati nei prossimi dieci anni.

Restano i debiti con i paesi del Club di Parigi, stimati in 35 milioni di dollari alla fine del 2012, che non hanno visto di buon occhio l’iniziativa di Mosca per aver rotto unilateralmente il fronte dei creditori rappresentato da Australia, Austria, Belgio, Canada, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Italia, Giappone, Svizzera, Pesi Bassi, Norvegia, Spagna, Svezia, Inghilterra e Stati Uniti.

Secondo alcuni analisti, la decisione della Russia di condonare i debiti cubani potrebbe essere collegata all’interesse mostrato da Mosca verso i giacimenti petroliferi del paese.

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