Domenica di elezioni in Honduras, che dovrà scegliere il successore di Porfirio Lobo, eletto nel 2009 dopo che un golpe civico-militare ha deposto il presidente Manuel Zelaya. La vigilia elettorale vede la moglie di Zelaya, Xiomara Castro, in un testa a testa con Juan Orlando Hernández, il candidato del Partito Nazionale al governo nel quadriennio trascorso. Gli ultimi sondaggi danno entrambi i candidati attorno al 28 per cento dei consensi. Violenza, narcotraffico, povertà dividono le acque della campagna elettorale. E mentre Juan Orlando Hernández si dichiara pronto ad utilizzare l’esercito per combattere la delinquenza che ha trasformato l’Honduras nel paese più violento al mondo, Xiomara Castro i militari li vede meglio schierati alla frontiera per bloccare l’ingresso dei cartelli nel paese, lasciando ad una polizia comunitaria le redini dell’ordine pubblico
La vigilia elettorale registra la dichiarazione del viceministro della difesa Carlos Roberto Funes, secondo cui il “Chapo Guzmán”, il narcotrafficante più ricercato dall’antinarcotici americana, capo del cartello messicano di Sinaloa, “potrebbe essere nel paese”. Fatto sta che il narcotraffico è cresciuto esponenzialmente in Honduras, e con il narcotraffico la violenza. Con una superficie che è poco più di un terzo di quella dell’Italia, si calcola che in Honduras funzionino 200 piste clandestine d’atterraggio nella Mosquita, una regione selvatica situata nell’est del paese dove passa, per terra o per mare, l’80 per cento della cocaina distribuita negli Stati Uniti. “Ne abbiamo distrutte tra 80 e 100 negli ultimi tre anni” ha riconosciuto Roberto Funes “ma la gente del posto, che si sente parte nell’affare, torna a ripararle”. Sono piste di un chilometro circa di lunghezza, anche se recentemente ne è stata trovata una di 2 chilometri e mezzo. Segno che i cartelli si stanno preparando a trasportare droga con aerei di maggior volume e capienza.
Una volta in territorio honduregno il velivolo viene bruciato e la droga trasportata via terra sino alla costa per proseguire il cammino con imbarcazioni veloci. “Un velivolo modello 210 può trasportare tra i 500 e i 1000 chili di droga” ha informato il viceministro honduregno. Più consistente il volume di droga che può essere trasportato via mare. L’accademia militare di Campo Marte di Tegucigalpa è in possesso di un sottomarino artigianale costruito in Colombia e sequestrato dall’esercito honduregno perché le reclute possano apprendere i metodi utilizzati dai narcos. Negli ultimi 3 anni cinque sottomarini di questo tipo sono stati trovati lungo le coste dell’Honduras. “I cartelli che operano nel paese – ha sostenuto Roberto Funes – sono sempre più forti e sanguinari. A volte contro di noi, altre tra di loro”. Stando all’analisi del politico i gruppi criminali in Honduras “sono figli dei cartelli messicani” che negli ultimi tempi si sono legati alle pericolose maras.

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