GRUPPI ARMATI IN NICARAGUA. Lo confermano due vescovi, che parlano di una ripresa di azioni contro il governo sandinista

Gruppi armati, Nicaragua

Abelardo Mata è vescovo e salesiano, indio di faccia e di discendenza. La sua diocesi è Estelì, a due ore da Managua, la capitale del Nicaragua. Parla senza peli sulla lingua, cosciente che le parole hanno un prezzo. Soprattutto se quel che dice, come in questo caso, non piace al governo sandinista. Afferma che nel territorio affidato alle sue cure si sono formati nuclei armati di contadini che si oppongono alla politica centralista e autoritaria del governo. Fornisce anche dei numeri, e parla di 25 nuclei con in media 12-15 persone ciascuno.

Carlos Enrique Herrera, vescovo di Jinotega, è anche francescano. Il suo è uno dei dipartimenti che insorsero contro il dittatore Somoza nel 1979. Nella stessa provincia si formarono, dieci anni dopo, i contras finanziati dalla CIA di Ronald Reagan. Anche lui conferma l’esistenza di gruppi armati, un centinaio di uomini, precisa, aggiungendo che la fonte sono i sacerdoti sparsi nelle aree montagnose e povere di Jinotega che dipendono da lui.

Torna alla Home Page