Ai Kirchner in Argentina, Nestor e Cristina, 12 anni di governo in due, agli Ortega in Nicaragua, Daniel e Diomar, lei in corsa per la presidenza per succedere al marito già rieletto per la seconda volta, stanno per aggiungersi adesso gli Zelaya in Honduras, Mel e Xiomara Castro, con quest’ultima favorita nelle elezioni presidenziali del 24 novembre. Xiomara Castro, 54 anni, precede nei sondaggi elettorali – anche se per poco – il candidato conservatore e attuale presidente dell’Assemblea Nazionale Juan Orlando Hernández del Partito Nazionale.
Entrambi i candidati hanno davanti a sé il drammatico problema della violenza e le politiche più efficaci per frenarla. Con un tasso di omicidi dell’85,5 ogni 100.000 abitanti, l’Honduras è il paese più violento al mondo; una situazione che i cartelli messicani della droga, che hanno messo base nel piccolo paese centroamericano, hanno ulteriormente aggravato. E mentre Hernández spinge per la presenza dei militari nelle strade, la rivale Xiomara Castro li vede meglio schierati alla frontiera per bloccare l’ingresso dei cartelli nel paese, lasciando ad una policía comunitaria le redini dell’ordine pubblico.

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