HAITI TRE ANNI DOPO. Ancora 172.000 sfollati, secondo un rapporto dell’Organizzazione internazionale delle migrazioni. Ma per Amnesty sono di più

Haiti, rifugiati 2

A oltre tre anni dal catastrofico terremoto, ad Haiti ci sono ancora 172.000 sfollati. Lo riferisce l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim), precisando che nella maggiore parte dei 306 campi di accoglienza non ci sono bagni, acqua potabile e i sistemi di raccolta della spazzatura. Ma per Amnisty internazionale il numero degli sfollati tuttora attendati ascende a 350.000, distribuiti in 496 campi rifugiati, a riprova di quanto siano lacunose le statistiche.

Il numero di famiglie sfollate, stando ai numeri ricavati dall’Oim, si è comunque ridotto dell’87 per cento dal 2010, quando 1,5 milioni di persone hanno perso l’abitazione e ogni cosa a causa del devastante sisma di magnitudo 7 sulla scala Richter. Negli ultimi tre mesi, infatti, sono rientrate in casa più di 14.000 famiglie.

Il terremoto del 12 gennaio del 2010 è stato uno dei più violenti mai registrato nella zona. L’epicentro venne localizzato a venticinque chilometri a sud-ovest della capitale, Port-au-Prince. A causa della povertà e dell’isolamento del Paese e in seguito a gravi danni alle infrastrutture di comunicazione, non è ancora possibile definire con certezza il numero di vittime. Secondo una stima del 18 febbraio, sarebbero circa 260.000, mentre è tuttora sconosciuta l’entità dei danni materiali. Secondo fonti della Croce rossa internazionale e dell’Onu, il terremoto avrebbe coinvolto più di un terzo della popolazione.

Torna alla Home Page