I colpi di stato, come sa bene Chávez, si fanno e non si annunciano. Ma la rivista Semana, il principale magazine politico della Colombia, prevede proprio questo destino per il successore di Chávez, Nicolás Maduro, e lo scrive a chiare lettere. Non solo, ma il golpe, per Semana, “è questione di giorni”. Di più. Nemmeno la mano nera che lo sta tramando, o bianca, a seconda dei punti di vista, sarebbe un mistero. E’ quella del numero 2 del regime, Diosdado Cabello, presidente dell’Assemblea Nazionale, l’uomo forte che interpreta gli umori militari.
L’articolo cita fonti dell’esercito o dichiarazioni di analisti vicini all’opposizione che enucleano tutte le colpe di Maduro, che sarebbero diventate imbarazzanti per lo stesso establishment chavista. Incompetenza, scarsa legittimità agli occhi dei venezuelani, sottomissione ai dettami di Cuba, nella persona dei fratelli Castro.
Il risultato è il caos economico che vive il paese caraibico: “Si sente nell’ambiente, nei mercati, nelle file per afferrare un carretto o pagare la spesa in un supermercato… in qualunque mezzo di trasporto collettivo, tutti parlano della stessa cosa: il disastro dell’economia, l’inflazione, il collasso del paese. La gente è convinta che questa situazione è insostenibile e non può continuare così, che qualcosa deve succedere ed è imminente”.

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