Quello che era nell’aria, riferito a voce dai preti delle parrocchie o dai confessori nelle Basiliche, quello che talvolta era oggetto di commenti sui giornali e nelle trasmissioni televisive, adesso ha il supporto dei numeri. In Argentina cresce il numero di persone che si definiscono religiose, che hanno fiducia nella chiesa e che danno più importanza a Dio nelle vicende del mondo e nella loro vita personale.
Il nuovo trend ha una data di inizio: l’elezione di Bergoglio a Papa. La società che ha organizzato il sondaggio, Voices, ha confrontato i nuovi risultati con analoghe inchieste realizzate a partire dal 2000, considerato il periodo di inizio della crisi economica e sociale del paese sudamericano. Dalla sequenza storica delle rilevazioni emerge un costante retrocesso nei principali comportamenti religiosi degli argentini: meno persone che anno dopo anno si dichiarano “religiose”, meno fedeli nelle chiese, meno considerazione positiva espressa verso la Chiesa. Fino alla fine del 2012, che registra il punto più basso. Poi, dall’aprile 2013 l’inizio dell’inversione di tendenza. Fino all’inchiesta di questi giorni.
In sei mesi, questo l’arco temporale preso in considerazione dagli investigatori, il numero di chi si qualifica “religioso” è passato dal 72% di gennaio 2013 agli 84% attuali. Una valutazione più qualitativa la si ricava dalle risposte ottenute sull’importanza attribuita dal singolo a Dio in una scala di valore da 1 a 10. Le cifre evidenziano che la stima è passata da un espressione di 7,5 punti a 8,4. Anche la fiducia nella Chiesa è aumentata, passando dal 52 per cento al 63. E alla domanda cosa trovino nella Chiesa e nella religione chi si avvicina ad essa o ne fa già parte il 68 per cento degli interpellati ha scelto due aggettivi tra quelli proposti: “forza e consolazione”. Otto intervistati su dieci poi ritengono che il senso profondo della religione consista “nel fare il bene agli altri”.

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