La lettera inviata a Bergoglio Papa, che tra poche ore inizierà il primo viaggio latinoamericano in questa veste, l’ha scritta Hebe de Bonafini, leader storica delle Madri di piazza di Maggio e attuale presidente dell’associazione che le rappresenta. I toni della lettera sono elogiativi e affettuosi allo stesso tempo. “Noi madri vogliamo dirle che stiamo osservando con molta attenzione tutte le sue azioni volte a trasformare, in parte, il potere del Vaticano”. Ci sentiamo soddisfatte con molti dei suoi atteggiamenti” ripete in un altro punto della missiva. Hebe de Bonafini, che nel passato non aveva risparmiato critiche a Bergoglio in linea con il governo Kirchner questa volta ha preso carta e penna per fargli sapere la vicinanza propria e delle madri che rappresenta assicurando che “leggiamo, guardiamo e ascoltiamo le sue parole”. Riguardo al viaggio in Brasile per la Giornata mondiale della gioventù, la lettera ne parla come di un avvenimento che “risveglia grandi attese” “Gli incontri della gioventù (cattolica) in questo paese sono meravigliosi” scrive, mentre ricorda che le Madri di piazza di Maggio vennero ricevute da Giovanni Paolo II nel 1980. La lettera rivolge poi un ringraziamento a Dilma (Rousseff) per “riceverla come sono sicura che sarà ricevuto” e un metaforico “abbraccio” al papa stesso in procinto di lasciare San Pietro alla volta del Brasile.
Quella scritta in queste ore dalla Presidente delle Madri di piazza di Maggio è la seconda lettera indirizzata da Hebe de Bonafini a Bergoglio nelle sue vesti di Papa. La stessa Bonafini aveva accolto l’elezione con perplessità: “quello che abbiamo da dire è amen” aveva dichiarato l’indomani (13 marzo) sottintendendo vecchie critiche da lei stessa mosse al cardinale di Buenos Aires. Un atteggiamento che è poi diventato di sorpresa -“Francisco l’ho scoperto adesso per la prima volta” – quindi di appoggio aperto con una lettera del 21 marzo: “Mi rallegra infinitamente conoscere il suo lavoro e le speranze di cambiamento che suscita”. Nella stessa occasione scrisse di essere rimasta molto colpita dalla notizia che Papa Francesco potrebbe promuovere la beatificazione del sacerdote Carlos Murias, assassinato nella provincia argentina de La Rioja nel 1976.

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