Per ora l’indignazione viaggia su twitter, che tutti i presidenti latinoamericani usano oramai più dei rispettivi uffici stampa. Ma presto tracimerà in dichiarazioni formali di ripudio e note diplomatiche ai governi europei, tra i quali l’Italia, che hanno prima impedito poi concesso in extremis all’aereo del presidente boliviano Evo Morales di sorvolare i rispettivi territori quando questi rientrava a La Paz di ritorno da un vertice in Russia.
L’Organizzazione degli Stati Americani, per bocca del Segretario generale José Miguel Insulza ha già parlato di “aggressione” e ha chiesto spiegazioni. L’ALBA, l’alleanza che associa otto paesi dell’America Centrale, ha denunciato la “flagrante violazione e minaccia all’immunità diplomatica”. Ma sarà l’UNASUR di qui a poche ore a decidere il tono della protesta. L’organismo, una sorta di parlamento latinoamericano fondato nel 2004 che rappresenta l’intero continente, non è intenzionato a lasciar passare l’oltraggio, ed il presidente di turno, il peruviano Ollanta Moisés Humala, promette fuoco e fiamme. Sarà chiamato a mediare, così almeno promette alla vigilia, tra chi vorrà condanne e chi parla di sanzioni. L’aereo di qualche presidente, Obama?, Holland ?, che nel futuro potrebbe girovagare sul continente…

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