I vescovi del Brasile hanno manifestato “solidarietà e appoggio alle manifestazioni, purché pacifiche, che portano nelle strade persone di ogni età, soprattutto giovani”. Il Presidente della CNBB il cardinale Raymundo Damasceno Assis ha letto la nota di appoggio nella sede della Conferenza episcopale, a Brasilia, davanti a decine di inviati di testate radiotelevisive nazionali ed estere. Che non si tratti di un punto di vista personale è nella natura stessa del pronunciamento, discusso e approvato nella riunione del Consiglio permanente che si era concluso nella tarda mattinata, poco prima dell’incontro con la stampa. “Si tratta di un fenomeno che coinvolge il popolo brasiliano e lo risveglia ad una nuova consapevolezza. Richiede attenzione e discernimento per identificarne i valori e i limiti, sempre in vista della costruzione della società giusta e fraterna che aneliamo. Nate in modo libero e spontaneo a partire dalle reti sociali, le mobilitazioni mettono in discussione tutti noi e attestano che non è più possibile vivere in un paese con tanta diseguaglianza”.
Una nota di pieno appoggio con i manifestanti dunque, di cui già alla vigilia c’erano tutte le premesse. Per i vescovi del Brasile le manifestazioni di questi giorni “esprimono una giusta e necessaria rivendicazione di politiche pubbliche per tutti. Gridano contro la corruzione, l’impunità e la mancanza di trasparenza nella gestione pubblica. Denunciano la violenza contro la gioventù. Allo stesso tempo testimoniano che la soluzione dei problemi che attraversa il popolo brasiliano sarà possibile solamente con la partecipazione di tutti. In questo modo fanno rinascere la speranza quando gridano: O Gigante acordou!, il gigante si è svegliato”.
Damasceno Assis, che nella plenaria dei vescovi aveva illustrato i particolari della visita ormai prossima di papa Francesco al santuario di Aparecida ha affermato che “in una società in cui le persone vedono negato il loro diritto a gestire la propria vita, la presenza del popolo nelle strade testimonia che è nella pratica di valori come la solidarietà e il servizio gratuito all’altro che troviamo il senso dell’esistenza. L’indifferenza e il conformismo conducono le persone, specialmente i giovani, a desistere dalla vita e si trasformano in ostacoli per la trasformazione di strutture che feriscono a morte la dignità umana. Le manifestazioni di questi giorni mostrano che i brasiliani non stanno dormendo in una culla dorata”.
Solo alla fine della lunga dichiarazione viene mossa una critica alle manifestazioni, bilanciata da un accenno alla repressione. “Il diritto democratico a manifestazioni come queste deve essere sempre garantito dallo Stato. Da tutti ci si aspetta che venga rispettata la pace e l’ordine. Non c’è niente che giustifichi la violenza, la distruzione del patrimonio pubblico e privato, il disprezzo e l’aggressione a persone e istituzioni, o la limitazione alla libertà di movimento, o di pensare e agire diversamente, cose che devono essere ripudiate con forza. Quando ciò succede, vengono negati i valori inerenti alle manifestazioni, introducendo una incoerenza corrosiva che porta al discredito”.

ametalli@gmail.com

