LA GUERRA DEI CARTONI ANIMATI. “Chavez nostro che sei nei cieli” contro “L’isola dei presidenti”

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Nell’etere del Venezuela si combatte una guerra che riflette quella sul terreno, con i suoi nemici giurati, le parole d’ordine ripetute all’infinito in questi anni turbolenti, le musiche adottate come marce militari nei rispettivi campi di battaglia. La catena televisiva Venezolana de Televisión (VTV), il principale canale pubblico del paese, manda in onda una serie televisiva intitolata “Chávez nuestro que estás en los cielos” che, nemmeno a dirlo, ha come protagonista “il comandante eterno”. La strisce animate iniziano con il defunto presidente che arriva in paradiso. Ma non è san Pietro che gli dà il benvenuto; ad abbracciarlo c’è Simón Bolívar, e prima ancora Rosinés, l’amata nonna che si è presa cura di lui negli anni dell’infanzia a Sabaneta. Il benvenuto è al ritmo di “Patria Querida”, l’inno del chavismo dopo che Chavez lo ha intonato prima di partire per l’Avana ad operarsi per l’ultima volta. Non mancano le frasi storiche pronunciate dal comandante nella sua lunga carriera politica. La famosa “odora di zolfo”, con cui Chavez ha paragonato Bush al diavolo nella sede delle Nazioni Unite nel 2006. Lo zolfo riappare in un capitolo della serie, quando nel cielo di Chavez si arrampica lo Zio Sam. Il comandante, sempre vigile, annusa “l’odore di zolfo”, e al grido di “impero go home” espelle l’intruso dal consesso. Non manca la musica llanera, la preferita di Chavez, che allieta il cielo dei beati, dove ci sono anche Bolívar, Salvador Allende, Néstor Kirchner, Che Guevara, José Martí, Manuela Sainz, Emiliano Zapata, e tanti altri. C’è un posto anche per Nicolás Maduro, l’erede di Chavez, che appare alla guida dell’“Autobus della Rivoluzione.

“Chavez nostro che sei nei cieli” ha tutto il sapore di una risposta a “L’isola dei presidenti”, un cartone animato divenuto popolare che l’opposizione ha messo in youtube nel 2009. Nell’animazione rivale un gruppo di leader latinoamericani naufragano su un isola deserta dopo un immaginario vertice e devono lottare per sopravvivere. Anche qui Chavez prende in pugno la situazione e diventa il messia del manipolo, fin quando i naufraghi scoprono che non è il comandante in carne ed ossa a guidarli ma un robot manovrato da Barack Obama, che alla maniera del Grande Fratello osserva quello che succede sulla terra.

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