Avrà luogo il 14 settembre nella cittadina della provincia di Cordoba che porta il nome di José Gabriel del Rosario Brochero, da tutti conosciuto come il Cura Brochero. Una notizia molto attesa dagli argentini, una causa aperta nel 1968 che nel 2004 ha scalato il primo gradino con Giovanni Paolo II che lo ha dichiarato venerabile e il 20 dicembre 2012 il secondo, con Benedetto XVI che ha firmato il decreto di beatificazione, per terminare con papa Francisco, che non sarà presente di persona (salvo sorprese) ma invierà in sua vece il cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi. Alla cerimonia, che già si preannuncia imponente, è già stata annunciata anche la presenza della presidente Cristina Kirchner.
“Non è stato un cristiano triste” hanno scritto i vescovi argentini riecheggiando le parole del Papa. “Conosceva l’allegria che viene da Gesù e voleva contagiare tutti. Brochero ci spinge, come battezzati, ad andare alle frontiere, perché l’unzione arrivi a tutti, anche alle periferie, lì dove il nostro popolo fedele più la aspetta”.
Il miracolo con cui Brochero sarà proclamato beato riguarda un bambino che ha sofferto un gravissimo incidente di transito nel 2000, guarito per intercessione di Brochero. Ma il delegato argentino per le cause dei santi, il vescovo di Cruz del Eje, Santiago Olivera, ha rivelato che “si sta esaminando” un secondo caso, quello di un altro bambino di Cordoba che è rimasto più di dieci minuti sott’acqua e che è sopravvissuto mentre veniva trasportato in ambulanza e i genitori pregavano il sacerdote Brochero. Se la giunta medica vaticana che sta esaminando il caso lo giudicasse una guarigione miracolosa per il sacerdote si aprirebbe la strada alla santità.
Il Cura Brochero è nato a Santa Rosa de Río Primero nel 1840, quarto di dieci figli. Si è formato nel seminario di Cordoba e nel 1869 venne destinato alla parrocchia di Traslasierra. Entrò in seminario nel 1856 e due anni dopo frequentò l’Università Nazionale Maggiore di San Carlos, dove conobbe Miguel Juaréz Celmán il futuro Presidente dell’ Argentina (1886-1890) al quale fu legato da forte amicizia. Venne consacrato sacerdote nel 1866. L’anno successivo quando scoppiò un’epidemia di colera nella provincia di Cordoba, José Gabriel si adoperò nel soccorso agli ammalati e nell’assistenza ai moribondi. L’anno successivo gli venne affidata la parrocchia di Sant’Alberto, che si estendeva a tutta la Valle di Traslasierra dove si dedicò anima e corpo all’evangelizzazione della popolazione della valle, alla cura degli infermi, all’organizzazione civile, promuovendo la costruzione di ponti in pietra per ottenere un collegamento più rapido con Córdoba. Morì logorato dalla stanchezza e dalle malattie, in odore di santità, il 24 gennaio del 1914 a Villa del Tránsito.

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