VALIGIA IN MANO E BIGLIETTO DI SOLA ANDATA. Sempre più italiani e spagnoli emigrano in America Latina

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Dopo i grandi flussi migratori europei del dopoguerra, diretti soprattutto in Sudamerica, è poi stata l’America Latina ad esportare manodopera in Europa. Ma adesso c’è una inversione di tendenza. E’ un fenomeno singolare, oramai confermato dagli uffici migratori di diversi paesi dell’America Latina. Gli europei riprendono ad emigrare in America del Sud alla ricerca di un lavoro o comunque di una opportunità economica che non vedono nei loro paesi. Tra giugno 2009 e novembre 2010 (18 mesi dunque) “più di 33.000 spagnoli sono emigrati in Argentina. Altri 6.000 hanno scelto il Cile e l’Uruguay come paese dove vivere e lavorare”. La fonte è più che ufficiale: il direttore dell’Organizzazione internazionale delle migrazioni (OIM), William Swing, che ha anche precisato nel corso di un seminario in Uruguay che “ogni 10 spagnoli e italiani che emigrano, 9 sbarcano in Argentina, Cile e Uruguay”.

L’inversione di tendenza è vistosa anche in Brasile, dove gli emigranti legali che sono arrivati negli ultimi 12 mesi superano di un 52% la media degli arrivi annuali. Quasi due milioni di stranieri vivono stabilmente nel paese, e una quarta parte sono europei. L’economia brasiliana cresce a ritmi sostenuti, c’è ottimismo rispetto al futuro. Il livello di investimenti stranieri è sensibilmente aumentato negli ultimi anni e ha portato nel paese tecnici e professionisti con elevato livello educativo, ma c’è anche una forte domanda di manodopera qualificata e c’è spazio per chi dispone di un capitale per avviare una professione. Interessante un dato fornito dal governo brasiliano: la maggioranza dei nuovi emigranti che si stabiliscono in Brasile ha tra i 18 e i 30 anni.

Sempre nel biennio 2010 e il 2011 si è duplicato anche il numero di sudamericani che abbandonano l’Europa per tornare ai loro paesi d’origine.

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