La squadra che sbarcherà dal Vecchio Mondo sarà capeggiata da monsignor Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio consiglio per la cultura, che dopo una toccata e fuga a Buenos Aires punterà il timone verso Cordoba, la Milano dell’Argentina, la città più popolosa e industriale dopo la megalopoli capitale. Nell’Università Cattolica, una fondazione gesuita di grande prestigio, lunedì 2 novembre il Portico del Gentili in versione esportazione inizierà la nuova edizione sudamericana con un dibattito dedicato ai “popoli originari” organizzato dall’Istituto per le culture aborigene, per terminare i lavori a Montevideo cinque giorni dopo, sabato 7, con tutt’altro focus.
Un tour de force che si muoverà lungo diversi assi tematici. La tappa argentina avrà due riferimenti ispirativi, l’incontro del Papa con i movimenti popolari della Bolivia durante il viaggio di settembre, dunque l’attenzione alle nuove forme organizzative “per essere creatori di lavoro, costruttori di case, produttori di alimenti”, dettaglia il programma ufficiale; la seconda prospettiva scelta dagli organizzatori per l’edizione argentina si centrerà sulle proposte dell’economista Stefano Zamagni, professore ordinario di Economia Politica all’Università di Bologna e Adjunct Professor of International Political Economy alla Johns Hopkins Universit, “sul modo in cui le organizzazioni, le imprese e le ONG possono portare soluzioni ai problemi della società, e come concretizzare entità economiche che, senza perseguire guadagni, generino ricchezza”.
Giovedì 5 i lavori riprenderanno a mille e più chilometri di distanza da Cordoba, nella città di La Plata, la capitale amministrativa della vasta provincia di Buenos Aires, a sessanta chilometri da quest’ultima. Questa volta l’attenzione ritornerà sullo scrittore nazionale per eccellenza, José Luís Borges, ripartendo dalla precedente edizione del Portico dei Gentili del novembre 2014. Due i momenti di lavoro previsti a cui si aggiungerà una tavola rotonda con la partecipazione della vedova dello scrittore María Kodama. Sempre a La Plata si disserterà di “Responsabilidad Social y Ciudadana” nel Teatro Argentino offerto dal governo provinciale (uscente) prima che le elezioni presidenziali di domenica 25 ottobre decretassero il cambio politico.
Venerdì 6 il Portico dei Gentili cambierà paese, tema e relatori. L’ Atrio de los Gentiles passerà da una riva all’altra del Rio de la Plata, sbarcando in Uruguay, nella città di Montevideo, dove a ricevere la delegazione proveniente dalla Santa Sede ci sarà l’arcivescovo Daniel Sturla appena rientrato da Roma dopo la chiusura del Sinodo sulla famiglia. Nel laico Uruguay, rifugio di antifascisti, repubblicani e anarchici di mezza europa, primo paese latinoamericano a legalizzare le nozze gay con adozione, primo a liberalizzare la coltivazione e il consumo di marihuana, primo a ricevere prigionieri siriani dalla famigerata base di Guantanamo, si dialogherà di“Laicidad como signo de identidad de la cultura uruguaya”, di “Libertad de educación y construcción de una sociedad plural”, di “Libertad de expresión y construcción de una cultura del respeto”. Anche la sede le sede dei colloqui rifletterà la laicità del luogo. Niente claustri o aule di università cattoliche ma il Salone Azzurro del municipio di Montevideo, sede del governo della capitale controllato dal Frente Amplio.

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