Gli Stati Uniti sono stati tutt’altro che un “ingrediente minore” nel conflitto armato colombiano tra Governo e FARC. Un conflitto che dall’America è stato “alimentato” con soldi, equipaggiamento e personale. Lo hanno affermato questo martedì 12 accademici colombiani tra i più prestigiosi presentando all’Avana i risultati di una ricerca durata quasi sei mesi, commissionata da entrambe le parti in causa, governo e guerriglia, per stabilire i “principali fattori e condizioni che hanno facilitato o contribuito alla persistenza del conflitto”. Un conflitto che secondo cifre ufficiali ha causato 220 mila morti e 5.3 milioni di profughi in mezzo secolo. “In questo rapporto conosciamo che partecipazione hanno avuto gli Stati Uniti nelle tattiche contro insurrezionali”, ha spiegato Victor Moncato, ex-rettore dell’Università Nazionale della Colombia e uno dei 12 esperti incaricati di redigere il rapporto. “È una partecipazione (quella degli USA) permanente, continua, con soldi, tecnica, personale, che ha alimentato il conflitto”.
Ruolo degli Stati Uniti a parte, il rapporto della “Commissione Storica del conflitto e le sue vittime” (questo il nome del gruppo dei 12) vuole essere per la Colombia quello che è stato per l’Argentina il celebre “Informe Sabato”, elaborato dopo ritorno della democrazia per far luce sui crimini di cui si era macchiata la dittatura militare (1976-1983).
L’obiettivo della ricerca e delle conclusioni di chi l’ha condotta è quello di giungere ad un punto di vista condiviso. “Sono 50 anni che i colombiani continuiamo ad ammazzarci per differenze di opinione”, ha dichiarato Eduardo Pizarro, un altro degli estensori del documento.
Il testo integrale del documento sarà pubblicato su internet ed uscirà anche sotto forma di libro. Un primo passo verso quella “Commissione della Verità” che le parti sperano di istituire una volta terminato il conflitto.

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