Lo scrivevamo qualche giorno fa, sabato 3 gennaio in un articolo su Terre d’America, prima dell’annuncio della commissione teologica che ha riconosciuto all’unanimità il martirio in odium fidei di monsignor Romero. In Salvador erano già iniziati i preparativi per l’atteso evento. Che si considera prossimo. Significativo in proposito quanto ha dichiarato oggi il presidente di El Salvador Sánchez Cerén, che si è pronunciato in termini ottimisti circa l’imminente beatificazione. Sánchez Cerén, che proviene dalle fila del Fronte Farabundo Martí per la Liberazione Nazionale, l’antica guerriglia che ha deposto le armi nel gennaio 1992, ha dichiarato di voler fare le cose in grande. “Ci prepariamo per celebrare la possibile beatificazione di Monsignor Romero” per poi aggiungere che è intenzione del governo invitare “tutti i presidenti dell’America Latina”.
Il blog Super Martyrio, che ha seguito in questi anni i passi della causa, ha ipotizzato che il decreto di beatificazione di Romero potrebbe essere promulgato tra la seconda metà di febbraio e gli inizi di marzo, facendo notare che i cardinali della Congregazione per le Cause dei Santi si riuniranno il 3 febbraio, per esaminare il presunto martirio dei due sacerdoti uccisi dai guerriglieri di “Sendero Luminoso” in Perù, Padre Michal Tomaszek e padre Zbigniew Strzalkowski, entrambi francescani di origine polacca, fucilati il 9 agosto 1991. La causa dei “martiri di Sendero Luminoso”, come vengono già chiamati i due religiosi, presenta aspetti simili a quella di Romero.
L’annuncio della beatificazione dell’arcivescovo salvadoregno potrebbe anche essere dato da Papa Francesco in margine al Concistoro convocato per il 14 febbraio, dunque tra poco più di un mese. E a marzo, il giorno 24, anniversario numero trentacinque dell’assassinio, la cerimonia potrebbe avere luogo. A meno che il Papa non voglia presiederla di persona, decidendo di celebrarla in altra data, che potrebbe coincidere con uno dei due viaggi latinoamericani già confermati. Il vescovo Gregorio Rosa Chávez, ausiliare di San Salvador e per un periodo assistente di Romero, in una recente dichiarazione televisiva ha ricordato che il Papa ha in programma un viaggio negli Stati Uniti e Messico nel settembre del 2015 e che un “salto” in Salvador per Romero potrebbe anche farlo.

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