ASPETTANDO L’EBOLA. Cuba invia in Africa una missione di 168 medici e infermieri, e si prepara a fronteggiare il morbo in casa propria

Con l’ebola sulla porta
Con l’ebola sulla porta
Quasi seimila infetti di ebola registrati in Africa Occidentale, tremila decessi provocati dal morbo e l’allarme dell’Organizzazione mondiale per la salute che stima in 1 milione e 400 mila i probabili contagiati entro metà gennaio del 2015 se non si accelerano gli sforzi per frenare l’infezione. All’appello alla mobilitazione e a fornire personale che scenda nella trincea della lotta per il contenimento e il ripiegamento del contagio non sono molti i paesi che hanno risposto. Lo ha fatto Cuba con una brigata di 165 medici e infermieri in partenza per la Sierra Leone, uno dei focolai più virulenti del morbo. Col pericolo di introdurre il contagio in casa propria e nel continente.
Vari siti internet attivi a Cuba segnalano che l’istituto di Medicina Tropicale Pedro Kourí si prepara alla possibilità di un contagio anche nell’isola. Il direttore dell’istituto Jorge González, ha ribadito alla televisione di stato che si stanno adottando “tutte le misure profilattiche” per proteggere la popolazione da un ipotetico arrivo dell’ebola nell’isola. Rafforzate anche le misure di controllo negli aeroporti. Dichiarazioni e misure che non fanno che confermare la serietà del pericolo.
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