“Droghe illecite e narcotraffico”. Con questa titolo sintetico si designa un problema complesso che ha che vedere con la lotta al narcotraffico in Colombia e le responsabilità della guerriglia nella produzione e commercio di stupefacenti. Su questo punto, il terzo nell’agenda dei negoziatori del governo e delle FARC riuniti a Cuba oramai da un anno e mezzo, è stato raggiunto l’accordo. Ci sono voluti cinque mesi di discussioni e altri morti sul terreno ma uno dei punti più controversi dei dialoghi di pace di l’Avana è stato finalmente acquisito. Si aggiunge ai due già accordati: la questione agraria e la partecipazione politica della guerriglia ai processi elettorali.
La seconda buona notizia di questa settimana è la tregua – per ora unilaterale – dichiarata congiuntamente dalle due guerriglie colombiane – FARC e ELN – in vista delle elezioni presidenziali del 25 maggio. Elezioni che vedono favorito l’attuale presidente Juan Manuel Santos, che può vantare risultati significativi mai raggiunti nei cinquant’anni di conflitto armato.

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