Dalla settimana scorsa anche la Bolivia è entrata a far parte del gruppo di paesi latinoamericani che applicano la cosiddetta “Legge di abbattimento”. Il presidente boliviano Evo Morales, nel dare l’annuncio, ha aggiunto di considerarlo uno “strumento importante” nella lotta al narcotraffico. “Purtroppo nell’oriente boliviano operano molti velivoli senza permesso, diretti verso l’interno del Paese ed anche all’estero. Ora, con questa norma, abbiamo uno strumento che ci consentirà di migliorare la lotta”, ha detto.
Ma in cosa consiste esattamente la “Ley de derribo”?
Si tratta di una norma che consente alla forze aeree di un paese di abbattere, qualora ne sussistano le condizioni e seguendo determinate procedure, aeroplani ritenuti coinvolti in attività illecite, come appunto il traffico di droga, e che violino la sicurezza dello Stato o altre norme internazionali. Due le condizioni per applicare la legge di abbattimento: che i velivoli non rispettino precedenti ordini di atterraggio o identificazione e che si trovino sullo spazio aereo di un paese in cui la legge è prevista.
La Bolivia è in realtà soltanto l’ultimo tra i paesi dell’America Latina ad approvare una norma di questo tipo, pensata principalmente per contrastare la grave piaga del narcotraffico. Apripista nella legislazione dell’abbattimento è stata la Colombia, da sempre una delle rotte principali del traffico di stupefacenti e armi. Il paese ha inserito nel proprio ordinamento la possibilità di abbattere aerei illegali già negli anni ‘90. Nello stesso periodo, anche il Perù ha autorizzato una analoga procedura di abbattimento di velivoli illegali. Il caso più significativo è però quello del Brasile, dove la legge è stata approvata nel 2004 durante il governo di Lula. Anche in questo caso è consentito l’ abbattimento di velivoli illegali seppure attraverso una procedura complessa che prevede cinque diverse fasi e soprattutto l’ autorizzazione finale del Presidente o di un suo delegato prima di aprire il fuoco.
In Cile la presidente Michelle Bachelet ha firmato un decreto nel 2006, dunque durante il suo primo mandato, che permette l’intercettazione e il sequestro di velivoli.
L’Assemblea Nazionale del Venezuela ha approvato una apposita normativa per il “Controllo e la Difesa Integrale dello Spazio Aereo” nel maggio del 2012; la legge autorizza “l’applicazione di azioni di intercettazione, persuasione ed inutilizzazione” di aeroplani od oggetti che infrangano disposizione sul traffico aereo. Il presidente Nicolás Maduro ha affermato alla fine dello scorso anno che dal momento dell’entrata in vigore della legge sono stati abbattuti 30 aerei coinvolti in attività di narcotraffico.
Va precisato, tuttavia, che a fronte di questa omogeneità nel comportamento dei diversi paesi della regione per ciò che riguarda l’uso di velivoli per il traffico illegale, l’effettivo abbattimento di aerei costituisce più l’eccezione che la regola. Soltanto Venezuela, Colombia e Perù hanno fatto ricorso a questa soluzione estrema. Del Venezuela si è già detto, mentre in Colombia tra il 2006 ed il 2007 si calcola che siano stati abbattuti 14 velivoli.
L’ opportunità dell’ adozione o meno di tale misura è attualmente oggetto di dibattito anche in Uruguay e Argentina.

ametalli@gmail.com

