UNA “CRISTIADA” CONTRO IL NARCOTRAFFICO. Chiese chiuse in Messico nelle zone piagate dalla violenza narcos, e riaperte per le celebrazioni di Avvento

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La notizia è che in un punto del Messico, e forse in più di uno, le messe sono riprese dopo una sospensione di due anni. L’annuncio che le celebrazioni liturgiche torneranno ad essere ufficiate l’ha data il vescovo Antonio González Sánchez che ha a carico la tribolata diocesi di Ciudad Victoria, nella provincia di Tamaulipas. A dicembre, ha informato il vescovo, i riti di Avvento verranno ripristinati, come il giorno dell’Immacolata appena trascorso e la prossima festa della Vergine di Guadalupe il 12 dicembre, con le mañanitas alla Madonna cantate nella notte della vigilia.

La sospensione era stata decretata a seguito della violenza criminale, soprattutto legata al narcotraffico, che rendeva pericoloso uscire di casa e recarsi in Chiesa, in particolare nelle ore pomeridiane e serali.

Il pensiero della cessazione del culto riporta per certi versi agli anni ’30 del secolo scorso quando la Chiesa messicana sospese le messe per protestare contro il governo anticattolico di Plutarco Elias Calles. Fu la scintilla che accese la ribellione, la celebre cristiada.

Che si debba commentare una notizia come questa, della riapertura di chiese, dice il livello a cui è giunta l’attività criminale dei cartelli messicani, che non risparmia la Chiesa.

Solo pochi giorni fa, il cardinale primate Norberto Rivera Carrera ha rivelato un tentativo di estorsione del cartello “La Familia” che – nella denuncia dell’arcivescovo di Città del Messico – avrebbe chiesto denaro in cambio dell’incolumità di chi frequenta il Seminario Conciliare di Michoacán.

Cifre ufficiali segnalano che le denunce per estorsione sono aumentate di un 10 per cento tra gennaio e ottobre rispetto agli stessi mesi dello scorso anno, passando da 6.088 a 6.694.

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