La squadra non è ancora a punto ma il direttore tecnico scalda i motori chiamando tutti in trasferta. Monsignor Anuar Battisti, presidente della commissione del vescovi brasiliani che si occupa della pastorale turistica si è chiuso in ritiro dalle parti di Brasilia con altri colleghi di Giustizia e Pax e Mobilità Humana, altrettante organismi in cui è suddivisa la Conferenza dei vescovi del brasile che avranno a che fare con i mondiali di calcio prossimi al fischio d’inizio. Con loro anche rappresentanti delle 12 arcidiocesi brasiliane che saranno sede di megaeventi sportivi e membri delle pastorali del “Popolo delle strade” e della “Donna marginalizzata”, organismi, anche questi, con cui la Chiesa del Brasile si flette sulla realtà specifica del paese.
Battisti, che è anche arcivescovo di Maringá, terza città dello stato del Paranà, è cosciente che “un evento di tale magnitudine “influenza la vita dei paesi che lo ospitano”. Basti pensare alle persone coinvolte nelle opere di infrastruttura o danneggiate dalle stesse per sgomberi forzati nelle aree vicine ai cantieri dei lavori di costruzione dei nuovi stadi. “La Chiesa non può tacere di fronte agli sgomberi, dobbiamo essere vicini agli sfrattati” dichiara il vescovo. Ci sono poi i fenomeni indotti, che secondo il prelato non possono non interrogare la Chiesa. “Aumenta il rischio della prostituzione, che interessa giovani ma anche bambini e bambine adolescenti, cosa peraltro che è già una realtà nel nostro paese”.
Nelle settimane comprese tra metà giugno a metà luglio del prossimo anno centinaia di migliaia di turisti si sposteranno da una città all’altra. “Vogliamo essere presenti tra loro come Chiesa accogliendo, offrendo occasioni di preghiera e soprattutto manifestando la nostra ospitalità”.

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