L’America Latina ha i suoi migranti, veri e propri flussi umani che attraversano le frontiere tra un paese e l’altro in cerca di condizioni migliori di vita o, com’è stato il caso della Colombia, del Perù e dell’America Centrale fino a poco tempo fa, per sfuggire a conflitti interni sanguinosi. I migranti latinoamericani non affogano al largo delle coste, in alcuni casi succede, ma più frequentemente cadono vittime di assalti lungo il percorso e vessazioni di ogni genere da parte di bande criminali. E’ a loro, a chi emigra obbligato o per propria volontà, che pensa il neonato portale dedicato agli espatriati d’America Latina Migrantes hoy.
Ad una settimana dalla presentazione ufficiale, la creazione congiunta tra la Chiesa latinoamericana (CELAM) e quella statunitense (USCCB) parte in quarta con la prima campagna di una serie, all’insegna del lemma: “Aprite le frontiere per accoglierli”. La campagna è rivolta ai paesi ospitanti – Brasile, Argentina, Messico, Cile – alle loro classi politiche e ai cittadini delle aree urbane soprattutto. L’appello è ad adeguare le legislazioni nazionali, facilitare gli ingressi legali, trattare con umanità quelli illegali, assicurare sicurezza a chi è costretto ad emigrare o a transitare sul territorio di un paese per raggiungerne un altro.
La nuova rete di istituzioni ecclesiali che lavorano con gli emigranti in ogni angolo dell’America Latina si propone di adeguarsi ad un fenomeno che lontano dal diminuire cresce ogni anno di più. Perché a volte basta una opportuna informazione sulla protezione legale a cui si ha diritto, o sulle istituzioni cui ci si può rivolgere nel paese d’arrivo, per scongiurare una tragedia.

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