VARGAS LLOSA DICE SI ALLE UNIONI OMOSESSUALI. Lo scrittore peruviano premio Nobel di letteratura sottoscrive un appello in questo senso

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Le convinzioni di Mario Vargas Llosa non sono quelle di un cittadino qualsiasi, meno che meno in Perù. Hanno un peso specifico importante e sono di quelle in grado di far pendere una discussione da una parte o dall’altra. Logico, dunque, che i promotori del “progetto di legge per l’unione civile non matrimoniale tra persone dello stesso sesso” cantino vittoria. Lo scrittore e premio Nobel di letteratura 2010 le ha esternate sotto forma di appello assieme ad altri intellettuali peruviani, spianando così la strada verso future unioni omosessuali. “Per un Perù libero dalle discriminazioni e dalle ingiustizie” titola solennemente il proclama. Perché tale, per l’autore de La ciudad y los perros, sarebbe la tutela – per legge – del solo matrimonio tra uomo e donna.

Il progetto di legge – preceduto dall’appello di Vargas Llosa – sta per entrare in parlamento (Congresso in Perù). Di segno opposto le convinzioni dell’arcivescovo di Lima, il cardinal Juan Luis Cipriani, per il quale l’unione civile tra persone dello stesso sesso “è una caricatura del matrimonio” e prelude al suo “strangolamento”.

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