PRONTI AL DIALOGO. Piano in cinque punti dell’Esercito di liberazione nazionale, la seconda guerriglia colombiana, per lasciare le armi

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Mentre la Chiesa colombiana, per bocca del cardinale Rubén Salazar, chiede al Governo e alle FARC di superare la fase di stallo dei negoziati di l’Avana e accelerare le tappe del processo di pace, la seconda guerriglia colombiana, l’Ejercito de liberación nacional, ELN, fa sapere di essere pronta ad iniziare un dialogo e “cambiare la propria natura” da movimento guerrigliero a “movimento politico”. In cinque punti riassume quindi i “piloni” di una trattativa con il governo rifacendosi ad altre esperienza analoghe che si sono concluse con successo. La prima di esse è che sia sostenuto dal maggior numero possibile di paesi per aumentare così “le possibilità di superare i normali ostacoli di un dialogo tra insorti e Governo”. Il disarmo della guerriglia – fa sapere l’ELN – non può essere separato “dalla discussione “dei grandi problemi economici politici e sociali che hanno originato il conflitto sociale e armato che vive la Colombia da 60 anni a questa parte”. Il dialogo inoltre non può avere limiti di tempo prefissati e deve includere tutti i settori della società.

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