LA TREGUA REGGE E GLI OMICIDI CALANO. Il Salvador diventa un caso di studio per i paesi dell’America Latina afflitti dalla violenza

Interno di una cella di un centro penitenziario di El Salvador. Un televisore al plasma sullo sfondo installato dal governo
Interno di una cella di un centro penitenziario di El Salvador. Un televisore al plasma sullo sfondo installato dal governo

Il caso merita di essere studiato. La drastica diminuzione degli omicidi in El Salvador, flagellato dalla guerra delle bande giovanili tra loro e con la polizia, è diventato un esempio per tutta l’America Latina. E l’Organizzazione degli Stati Americani (OEA) vuol far tesoro delle strategie messe a punto nel piccolo e popolato paese centroamericano per sradicare la violenza delle maras che affligge altri paesi della regione. Se si mantenesse la media di 6.4 assassini giornalieri dei primi sei mesi del 2013 (1583 in totale) il tasso di morti violente toccherebbe il livello più basso degli ultimi dieci anni.

Così, il 19 e 20 settembre l’OEA e i vari soggetti coinvolti nella tregua siglata un anno e mezzo fa, tra cui la Chiesa salvadoregna, si riuniranno ed offriranno a rappresentanti di altri governi e ONG internazionali tutti gli elementi dell’esperienza realizzata sin qui, che ha permesso di frenare la violenza delle pandillas giovanili.

Il segretario generale della OEA, José Miguel Insulza, aprirà i lavori, con il vescovo dell’Honduras Rómulo Emiliani, che ha iniziato con le maras del vicino paese un processo analogo a quello salvadoregno.

Il 9 marzo del 2012 le due principali bande di El Salvador, la Mara Salvatrucha (MS-13) e il Barrio 18, hanno siglato una tregua auspicata dal governo di El Salvador e mediata dalla Chiesa, a cui hanno poi aderito altri gruppi minoritari come la Mara Máquina, la Mao Mao e La Mirada Loca. Gli omicidi commessi nel paese sono passati da quattordici giornalieri nei mesi precedenti alla tregua ai sei attuali.

Il Salvador è retrocesso al secondo posto nella classifica dei paesi più violenti al mondo in assenza di un conflitto bellico.

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