Nel giorno in cui 3 mila giovani uruguayani si mettono in marcia verso il Brasile per incontrare il Papa argentino loro dirimpettaio sull’altra sponda del Rio de la Plata, il caso del prelato vaticano Battista Ricca rimbalza sulle prime pagine dei quotidiani del piccolo paese sudamericano. Le accuse dell’Espresso sono note e riferite con evidenza dai giornali di Montevideo. I «trascorsi scandalosi» di monsignor Battista Ricca (un presunto ménage gay alla nunziatura in Uruguay nel 2000), le coperture ricevute in Vaticano dalla “lobby gay” che avrebbero permesso di occultare il suo passato anche al Papa che lo ha nominato di recente prelato dello IOR, la banca vaticana. Note e riferite anche le smentite del portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi – «Quanto affermato su Ricca non è attendibile» – e il ragionamento sotteso che le presunte rivelazioni del giornalista Sandro Magister abbiano l’effetto, in realtà, di frenare l’azione riformatrice di papa Francesco. A queste ricostruzioni cui fa eco la stampa nazionale aggiunge due elementi made in Uruguay. Il principale quotidiano del paese, L’Observador, riporta poche parole, pronunciate dall’attuale nunzio a Montevideo, l’italiano Anselmo Guido Pecorari, succeduto al polacco Janusz Bolonek, nei cui anni i fatti denunciati dall’Espresso sarebbero accaduti. Pecorari, in servizio nella rappresentanza pontificia dal maggio 2008 per nomina di Benedetto XVI, avrebbe ammesso che “La questione è nelle mani del Santo Padre, che nella sua saggezza sa come comportarsi in un caso come questo”.
Più impegnativa la dichiarazione rilasciata dal Segretario generale della Conferenza episcopale dell’Uruguay Heriberto Bodeant, uno dei sette vescovi che oggi viaggeranno in Brasile per partecipare alla Giornata mondiale della gioventù. Heriberto Bodeant ha dichiarato al sito “Montevideo Portal” di non conoscere i fatti, ma che se fossero veri Ricca “o ha modificato la propria condotta o, purtroppo, se non lo ha fatto è stato molto attento a non provocare un nuovo scandalo”.
“Cos’è successo con il trasferimento?” si chiede poi il vescovo. “ Non ho modo di saperlo. Che abbia fatto il proposito molto serio di emendarsi e abbia poi dimostrato con il suo comportamento che [quello attribuitogli] era stato un episodio poi concluso? O aveva amici che gli hanno sistemato un po’ le cose? Tutto può essere” ha dichiarato il vescovo, che ha concluso di “aver appreso solo adesso dell’esistenza di Ricca” dal momento che “quando Ricca è stato in Uruguay ero sacerdote in una parrocchia di Paysandú”.
Lettera del Papa a Mujica
Di oggi anche la divulgazione della lettera di papa Francesco indirizzata al presidente José Pepe Mujica. Una missiva affettuosa nella quale il Papa in partenza per Rio de Janeiro ricorda “il dialogo fraterno” durante l’incontro del 1° maggio in Vaticano. Nella lettera il Papa assicura la propria preghiera a Dio “affinché accompagni Mujica nei suoi sforzi per trovare le risposte alle grandi domande che sorgono nell’esercizio delle responsabilità di governo”. “Dio” scrive il Papa riferendosi con tutta probabilità alle affermazioni più volte ripetute da Mujica di essere alla ricerca del senso dell’esistenza “sta sempre dalla parte di chi ama, e si lascia incontrare da coloro che fanno dell’amore generoso e disinteressato nel servizio agli altri, il criterio della propria vita”. Nella lettera il Papa assicura anche che “la Chiesa non cerca privilegi, solo desidera poter svolgere il lavoro che le è proprio con libertà, collaborando con tutti nella promozione di valori conformi alla dignità umana”.
La lettera si conclude in tono particolarmente affettuoso. “A noi, che abbiamo quasi la stessa età, gli anni hanno insegnato che si può trarre molto profitto quando si dialoga con franchezza e rispetto, mettendosi insieme nella ricerca della verità e del bene del popolo”. Papa Francesco, che era stato invitato dal presidente Mujica a visitare l’Uruguay dice di “non poter accogliere per il momento una così delicata attenzione”.

ametalli@gmail.com

