Quattro fatti di una certa importanza in poche ore, non tutti univoci. Il primo: il Venezuela ha assunto la presidenza del blocco di paesi dell’America del sud. I parlamenti di Argentina, Brasile e Uruguay hanno ratificato l’ingresso del nuovo membro e da oggi toccherà al successore di Chavez, Nicolás Maduro, dirigere i lavori del parlamento del MERCOSUR per il prossimo semestre. Un passo importante nella direzione giusta, l’integrazione dell’intero continente, che non potrà fare che bene alla democrazia e all’economia dei suoi singoli componenti e dell’insieme. L’atto successivo, e conseguente con il primo, è stato l’appoggio unanime che i paesi del MERCOSUR hanno dato ad a Evo Morales per il comportamento “neocoloniale” di cui è stato vittima. Ancor più significativa la decisione – come MERCOSUR – di convocare gli ambasciatori di Spagna, Francia, Italia e Portogallo ed esigere le scuse per il trattamento che hanno riservato al loro socio durante il viaggio di ritorno dalla Russia. Unanime anche la condanna dello spionaggio esercitato da Washington in America Latina, con base in Brasile. Ed anche in questo caso la questione verrà sollevata all’ONU non dai paesi bilateralmente ma come alleanza, e come alleanza si esigeranno meccanismi di prevenzione per il futuro e sanzioni multilaterali già da adesso. La prima di queste sanzioni è l’appoggio – ribadito in coro – ad un eventuale asilo politico di Snowden in America Latina considerata come un tutt’uno.
Non è invece chiusa la crisi tra il MERCOSUR e il Paraguay, sospeso dal 29 giugno dello scorso anno per aver deposto l’allora presidente Fernando Lugo. Con l’assunzione del neoeletto Horacio Cartes il prossimo 15 agosto il Paraguay si potrà reincorporare al MERCOSUR. Ma non è detto che lo faccia. Non ancora. Héctor Timerman, il ministro degli esteri ha fatto sapere ai presidenti riuniti a Montevideo che “Il Paraguay ritornerà al MERCOSUD”, ma “il ritorno implica l’accettazione di quanto fatto sino a questo momento”.

ametalli@gmail.com

